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Per me vale l'equazione: Ama + Ridi = Vivi

di Claudio Bisio su Smemoranda 2015 - Vivi, ama, ridi

 Nel mondo del cinema ci sono tante regole non scritte, dicerie, superstizioni.

Una di queste vorrebbe che non si dovesse “mai lavorare con bambini o con animali”. Chissà poi perché? Perché sono imprevedibili, fanno perdere tempo, non ti ascoltano… bambini. E Animali. Pensa a un attore “cane” di otto anni che deve interagire con un cucciolo di tigre! Il massimo. Anzi, meglio, un film in costume sulla nascita di Roma. Immagina la scena con i due neonati che devono interpretare Romolo e Remo, mentre si fanno largo tra un sacco di lupacchiotti per bere il latte di mamma Lupa… uno spasso!

A proposito di lupi, sapete perché si dice “In bocca al lupo”? Alcuni pensano sia riferito al lupo cattivo delle fiabe e rispondono:Crepi!”, altri ritengono invece che sia un augurio.  Rappresenterebbe l’amore della madre-lupo che prende con la sua bocca i propri cuccioli per portarli da una tana allaltra proteggendoli dai pericoli esterni. E tu vorresti che lei crepasse… pirla!

E sapete perché nel mondo del teatro prima di un debutto ci si augura sfrontatamente: “Tanta, tanta merda”? Perché quando a teatro si andava in carrozza, trainata da cavalli, questi scagazzavano dove gli pareva e piaceva, perfino davanti al teatro. Per cui, tanta merda corrispondeva a tante carrozze che avevano portato tanta gente a teatro. 

Alla domanda su come sia andata una prima di successo, oggi risponderemmo: “Bene! Era sold out”, nell’Ottocento avrebbero detto: “Bene! Era pieno di merda!” contenti loro.

 

Tutto questo panegirico per arrivare al titolo di quest’anno: Vivi, ama, ridi. O, se vogliamo dirla all’inglese: Live, laugh, love… pronuncia Liv, laf, lov (che non si capisce un cacchio, ma suona sempre bene).

 

Ed ecco un altro luogo comune nel mondo del cinema: i comici non devono mai baciare una donna, né avere una vera storia d’amore, pena la comicità. Come se fossero asessuati. Angeli laici. Macchine celibi alla Duchamp. 

Insomma, l’imperativo è: “O ami o ridi”.  E io mi chiedo: ma che vita è?

 

Per me, nella finzione del cinema come nella vita reale, vale l’equazione: ama + ridi = vivi. Io non potrei fare a meno né delle risate, né dell’amore! Ecco, magari non necessariamente in simultanea.

 

Voglio dire, per conquistarla, farle fare qualche risata aiuta. Ma se, mentre fai l’amore lei sghignazza, io un pochino mi preoccuperei.

 

Come quando racconti una barzelletta. Se lei inizia sussurrarti frasi d’amore e a farti i grattini su per la schiena, la comicità ne risente.

Se poi ti infila la lingua in un orecchio, addio chiusa comica!

 

 

 

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