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La vita è una chitarra e io sono il suo amplificatore

di Finley su Smemoranda 2015 - Vivi, ama, ridi

Sono ossessionato dal tempo e dal suo inarrestabile incedere. Una maledizione positiva che mi tiene sempre sull’attenti e mi ricorda, ogni giorno, quanto sia preziosa ogni sua piccola porzione.

Qualche anno fa, però, era tutto diverso. Ero diverso.

Ero solito vivere quasi passivamente le mie giornate: nonostante una positività contagiosa e quell'incanto adolescenziale che mi hanno sempre contraddistinto, ero succube delle correnti e di ciò che gravitava intorno al mio asse.

Un’ossessione poco più che neonata che, dopo un parto travagliato, mi ha permesso di vedere e conoscere il mio potenziale inespresso. Vedere e comprendere che l’unico modo per scrivere una vita da Premio Pulitzer sarebbe stato quello di prendere in pugno le nostre esistenze, aggredendole con la fame di chi non ha niente da perdere e tutto da guadagnare.

Una rivoluzione interiore che mi ha permesso di realizzare quanto sia importante e necessario dare fondo a tutte le nostre energie per valorizzare al meglio il tempo che abbiamo a disposizione.

Il padre della medicina Ippocrate diceva: Il corpo umano è un tempio e, come tale, va curato e rispettato sempre”. Una frase che non prendo in considerazione da tempo e che non voglio iniziare a contemplare oggi (con questo non voglio erigermi a nuovo promotore della filosofia Live fast, die young, né incitare all’utilizzo di droghe leggere o pesanti che siano, il mio discorso è un altro). La mia vita è un’altra cosa. 

 

È bisogno di velocità, di rumore, una costante necessità di strafare, di spremere il mio corpo fino all'ultima goccia per riempire i minuti come fossero ore. Ho bisogno di vivere, ma soprattutto di esagerare, di andare oltre. Ho bisogno di toccare le emozioni senza un paio guanti, di sentire una risata senza dei tappi nelle orecchie. Ho bisogno di vivere con la V maiuscola.

Perché la vita ti sfugge via dalle mani in un soffio di vento, è così svelta che quando credi di averla capita e domata, ti lascia per terra con una finta di corpo che nemmeno Garrincha avrebbe saputo far meglio.

La vita è una chitarra magnifica, di quelle che ti abbagliano con i loro colori accesi, di quelle che ti sconvolgono appena aprono bocca. Una chitarra che voglio suonare a tutto volume!

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