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Veronika

di Maurizio Lastrico su Smemoranda 2015 - Vivi, ama, ridi

 

Venerdì 

io 

vado 

in 

 

Austria.

Mi 

aggrada 

 

rivedere 

Innsbruck.

Dovrei 

incontrare 

 

Veronika,

incredibile

violoncellista

innsbruckiana.

 

maggio 

avevo 

 

rinviato 

il 

di lei

invito.

 

 

Vorrei 

invitare 

Veronika 

in 

 

albergo,

ma

azzardando

 

rischierei

incautamente

di

imbarazzarla.

 

Veronika 

invece

vuole 

incontrarmi 

 

amichevolmente, 

mentalità 

austriaca 

 

rocciosa!

Io 

dovrò 

ingegnarmi.

 

 

Vediamo…

intanto 

Veronika 

indiscutibilmente 

 

ama 

mangiare,

allora...

 

rovistiamo 

in 

dispensa. 

Intanto 

 

vino 

italiano,

vai!

Implementerei 

 

aggiungendo 

mezze maniche 

abruzzesi, 

 

ragù 

imbarattolato 

dai 

 

vicini,

(i 

viuster

incellophanati

 

abbandonerei), 

mascarpone 

autoprodotto... 

 

… raccattare!

Impeccabile.

Devo

indiscutibilmente 

 

vestirmi

invernale: 

vediamo 

in 

 

armadio.

Maglione 

 

righe?

Ingrassa.

Dolcevita?

Ingrassa.

 

Volevo

infighettarmi,

vedo

invece 

 

malincuore 

adipe 

 

ripugnante…

Idea! 

Domopak 

inviluppante!

 

Voilà!

Il

viaggio

inizia.

 

Autogrill…

... Merano.

Autogrill...

 

… riparto.

Italia

dogana… 

Innsbruck.

 

Veramente 

incantevole. 

Veronika 

in 

 

abiti 

montani 

arriva:

 

resto

imbambolato.

Dico:

“Im

 

very

imbambolated”.

Veronika 

intanto

 

abbraccia

me:

"Always

 

ridiculous

Italians"…

Distendo

il

 

viso

infreddolito.

Vedo 

iridi 

 

austriache 

mandare 

 

ramengo

il 

disincantamento

italiano.

 

Voglio

illudermi.

Vivo 

intensamente 

 

attimi

mai

assaporati.

 

Restiamo

incomunicabili

dividendo

imbarazzi.

 

Vendono 

il 

vin brulé,

iniziamo 

 

a

mangiare,

 

ridere 

in 

dialetto 

incomprensibile.

 

“Viva

i

vivi”

inciuccato

 

auguro.

Mezzanotte.

Al

 

rintocco

indifferenti,

desiderando

intimità

 

vediamo

i

visi

ingigantirsi

 

appiccicati.

Madonna!

Alba,

 

raggi

inopportuni

dicono

improvvisamente:


Vattene”.

Il

viaggio

indietro

 

allungherai

maggiormente

aspettando.

 

“Rincasa”

il

dovere

intima.

 

Vorrei 

Ingiuriare:

“Vaffanculo”

in

 

austriaco,

ma

ammaino

 

rande

irrazionali,

dietrofronteggio

indietro. 

 

“Veronika,

I

vo.”

Imbarazzo.

 

Avessi

meno

anni,

 

riterrei

indispensabile

dovermi

innamorare.

 

Vado!

Innsbruck,

Vipiteno...

... inchiodo.

 

“Affanculo!

Macchinisti,

aggiornare 

 

rotta

in

direzione

Innsbruck!”

 

Valico,

Innsbruck,

Veronikaaa… !

Imbarazzo.

 

Amore.

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