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Hanno rubato la bici al papero

di Piero Pelù su Smemoranda 2015 - Vivi, ama, ridi

“Se qualcuno avesse notizie della bici del Papero o se qualcuno volesse regalargliene una; se qualcuno volesse mandare messaggi di solidarietà o se qualcuno che legge fosse il ladro e intendesse restituirla… scriva a: scrivi@lungarnofirenze.it

Quando leggo l’annuncio mi si sgranano gli occhi, il Papero di cui vi ho scritto nell’edizione passata di Smemo è rimasto senza bici per la distribuzione notturna dei giornali, quindi è senza quel lavoro che per lui significa essere il ragno che tesse la tela della vita notturna in città. 

No lavoro, no party.

In questa città-per-soli-ricchi-a-cavallo-di-un-suv se provi a denunciare il furto di una bicicletta, ti fai ridere in faccia da tutta la stazione dei vigili e, se provi a insistere, forse forse ti denunciano prima loro per disturbo della pubblica quiete. 

Chissà come se la caverà  il buon Papero appiedato.

Proprio l’altra sera me lo rivedo aggiro (corsivo?) sempre avvolto nel suo mantello, ma con una nuova luce negli occhi, parlantina sciolta e più carico che mai: è stata fatta una colletta tra i gestori dei bar notturni, tra gli amici e compagni di avventure notturne e così, ora, il ragazzone si aggira con un mezzo meccanico ancora più tecnico e leggero del precedente, (Qui spezzerei il periodo lungo con un punto: È felice, raggiante…) è felice, raggiante, non riesce a staccare gli occhi dalla sua nuova bici, ma forse sta bene perché ha toccato con mano tutto il bene che la gente di Firenze gli voleva senza che lui se ne rendesse conto.

Altra piccola differenza, ora gira con un catenone di kriptonite al collo in stile punk e, ogni volta che fa uno stop,(si) lega la bici stretta al palo più vicino al bancone del bar. 

E quando riparte se la canta per le vie del centro che riverberano la sua voce storta: “Vivi! Ama! Ridi! I giorni bui son finiti!”.

Gli scienziati dicono che l’universo sia nato dal Big Bang, io dico che tutto è nato da una gran risata.

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