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Voglio una vita come quella dei telefilm

di Federico Russo su Smemoranda 2015 - Vivi, ama, ridi

Mi chiamo Carlo, ho trent’anni e una passione viscerale per le sit-com. Le sit-com sono i telefilm con le risate finte. In pratica, ti dicono quando devi ridere, comodo no? Se dovesse scapparti una risata fuori da quei momenti, rischi di sentirti strano. Mi diverto a immaginare le risate finte anche nella vita reale, come accompagnamento alle cose che mi circondano: al lavoro, al bar, in metropolitana, fingo di essere in una di quelle scene e giù a ridere. Mi piace, sono un tipo divertente tutto sommato. Purtroppo, affinché la mia vita reale diventi una vera sit-com, manca una cosa fondamentale: amare. Devo amare. Nei telefilm si innamorano continuamente e io non ci riesco. Come cavolo è possibile? Ridono e amano, amano e ridono. Che nervi. Perché non è così anche per me? Vorrei avere qualcuno che mi facesse innamorare a comando, come le risate delle sit-com, una vocina che si prendesse la briga di decidere per me e mi dicesse: “Ecco, ci siamo, questo è il momento perfetto, ama, ora!”.

Avevo un amico, ci volevamo molto bene, ci ha lasciati pochi mesi fa. Come sia successo è una storia senza risate, purtroppo, neanche finte, quindi la racconterò un’altra volta. Siccome teneva molto a me, si è offerto di aiutarmi a superare il mio problema, così prima di andarsene mi ha regalato una lista di cose da amare. La porto sempre con me e la consulto in ogni momento della giornata. Be’, non ci crederete, ma ho scoperto che anche io sono capace di amare, perdutamente, lo sono sempre stato. Anche io ho sempre amato svegliarmi e scoprire che è vacanza e che posso dormire ancora un po’, i neonati che ti sorridono, il profumo del caffè, quello delle auto nuove, le foto dei miei genitori da giovani, i vecchi vinili, il rumore dei tacchi delle donne, il trillo degli sms ricevuti, fare gol, e tutto il resto della lista, talmente lunga da non potersi sottrarre a tutto l’amore che c’è. È in giro, dappertutto, fosse un virus nessuno sarebbe al sicuro, perché è pure contagioso, come le risate delle sit-com.

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