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Vivi

di Don Ciotti su Smemoranda 2015 - Vivi, ama, ridi

Vivi: una parola che ci riporta alla memoria. Una memoria di parole e di immagini. Come quelle che all’alba di ogni primavera ci chiamano tutti a raccolta, cittadini, associazioni della società civile organizzata e rappresentanti delle istituzioni per ricordare le tante vittime innocenti delle mafie assieme ai loro famigliari. Vivi per fare memoria, cioè, ricordare per far rivivere. Loro sono ancora vivi perché “le loro idee camminano sulle nostre gambe”. Sono vivi quando prestiamo loro la nostra vita, perché le loro idee e i loro sogni infranti possano proseguire. Sono vivi quando ci scandalizziamo dell’ingiustizia e della violenza, e ci impegniamo, contro ogni mafia, perché tutto questo non succeda più. Sono vivi perché davvero continuano a vivere in noi, come ci ricordava Saveria, la mamma di Roberto Antiochia, agente della polizia di Stato ucciso assieme al “suo” commissario Cassarà: “Roberto è sempre con me. Ci parliamo, facciamo le cose insieme. È per questo che sono riuscita a fare tutto quello che ho fatto, a parlare in pubblico, a lavorare. Una parte di me, anche oggi, continua a disperarsi come allora. E un’altra parte invece vive, fa, lavora, è molto lucida. Ricorda tutto, sostiene tutte le fatiche”.
Essere vivi per fare luce innanzitutto sulle cose positive, sui segni concreti di cambiamento e riscatto. Fare luce, la luce della verità, della giustizia, della speranza, in un futuro che per troppe persone nel nostro Paese è ancora incerto, offuscato da povertà, ingiustizia, diritti negati. Essere vivi per farci muovere, per alimentare quel morso del più che vale anche per chi già si impegna. E guardare avanti con continuità, coerenza e progettualità. Insieme, perché solo con piccoli passi concreti, ma fatti insieme, si può lottare contro le mafie e sperare di sconfiggerle. Essere vivi per saldare le parole ai fatti, le aspirazioni ai progetti, la memoria all’impegno, la conoscenza alla responsabilità. E costruire il noi da cui dipendono le nostre speranze, il noi che desidera e che realizza il cambiamento.

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