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Dieci libri dieci

di Raul Montanari su Smemoranda 2016 - Mi Piace

Mi piace è troppo poco! Questi sono i dieci libri che mi hanno scioccato, che mi hanno travolto, che hanno cambiato la mia vita quando ero ancora un bambino e poi un ragazzino:
- De Amicis, Cuore (otto anni, regalato da uno zio: il primo vero libro che ho letto, e qualche pagina la rileggo tuttora. Altro che buonista: narratore crudele e potente).
- Alberto Moravia, Io e lui (letto in casa di nascosto a dieci anni! Mi diede l’idea che il sesso fosse una cosa tentacolare, multiforme, oscura e minacciosa. Impressione confermata solo parzialmente nella vita).
- Manzoni, I promessi sposi (undici anni. Strepitoso romanzo gotico, d’avventure, d’iniziazione e di caratteri, semisepolto sotto la fuffa provvidenzialista. Riletto almeno dieci volte. Certi dettagli! L’Innominato che rinuncia a uccidersi perché gli fa schifo immaginare il suo corpo morto nelle mani dei suoi servi…).
- Shakespeare, Amleto (dodici anni: comprato in una cartoleria perché mi incuriosiva questa faccenda del teschio, ha spalancato non una porta ma un portale. Adesso è l’autore che mi porterei su un’isola deserta).
- Stevenson, L’isola del tesoro (dodici anni: la scoperta che il male può essere più affascinante del bene. Inimitabile).
- Poe, I racconti (tredici anni. Il libro che mi ha fatto venir voglia di scrivere).
- (Bobby) Fischer, 60 partite da ricordare (tredici anni: il libro che mi ha fatto innamorare degli scacchi e mi ha insegnato a guardare la vita in un altro modo. Ne sento l’influenza ancora oggi, ogni volta che posso ragionare prima di agire).
- Kafka, I racconti (quattordici anni. L’abisso su cui non ho mai smesso di affacciarmi. Se Dio scrive, scrive come Kafka. Tutto il Novecento viene da Kafka, perfino Fantozzi e Fracchia).
- Freud, L’interpretazione dei sogni (quindici anni. Ha aggiunto l’inconscio al mio mondo e ha reso avventurose le mie notti: ancora oggi tengo un diario dei sogni che ha superato quota 7.000).
- Camus, Lo straniero (quindici anni. Quella notte ho capito cos’è morire).

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