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Che bello fare il pilota!

di Andrea Dovizioso su Smemoranda 2017 - Tema Libero

Per un pilota italiano, il GP del Mugello è qualcosa di unico e speciale, per diversi motivi: la pista è tra le più belle del mondo, l’atmosfera incredibile, il pubblico numerosissimo. Un appuntamento tutto da vivere e da preparare nei minimi dettagli, per una settimana di passione ed emozioni davvero fuori dal normale.

Il martedì precedente il GP, il motorhome, la mia “casa” in tutti i circuiti d’Europa, deve essere pronto, perché entro il pomeriggio deve essere parcheggiato all’interno del paddock. È mio papà Antonio a guidare il motorhome, mentre io arrivo in circuito mercoledì: già percorrere in macchina il Muraglione, la strada che collega l’Emilia Romagna alla Toscana ti dà una carica speciale. Il giovedì c’è ancora una calma relativa: preparo le tute, il casco, generalmente speciale per questo appuntamento. Piano piano il paddock si riempie di tifosi e amici: è un peccato non avere troppo tempo per stare un po’ con gli appassionati che vengono in circuito, anche se il giovedì si riesce ancora a fare due chiacchiere.

Venerdì e sabato la giornata è più o meno suddivisa nello stesso modo: sveglia attorno alle 7, colazione nutriente nell’hospitality del team, un salto al box per studiare con i tecnici il programma da svolgere, quindi un’oretta all’interno del grande ufficio che la Ducati mi mette a disposizione in pista. Finite le prove, si fa un incontro (in gergo “briefing”) con tecnici e ingegneri di una ventina di minuti e due ore prima del turno successivo si mangia (attorno alle 12), sempre all’interno del mio ufficio. Nel pomeriggio, finite le prove e i briefing, ci sono gli eventi organizzati da Ducati, le interviste con i giornalisti, un massaggio rilassante di un’oretta circa, doccia e cena con gli amici all’interno dell’hospitality attorno alle 20.30. Tra le 23 e le 24 si va a letto.

La domenica la sveglia suona alle 6.30 e dopo le ultime prove (il warm up) ci si prepara e ci si concentra per la gara: anche chi ti sta attorno, involontariamente, ti trasmette tensione. Il momento più lungo e difficile è quando vai in griglia: c’è tanta pressione, senti gli occhi su di te e quando parti per il giro di ricognizione è incredibile vedere le colline colme di tifosi. L’adrenalina sale, hai un’incredibile voglia di dimostrare quanto vali: che bello fare il pilota!

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