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Musica

di Piero Pelù su Smemoranda 2017 - Tema Libero

Musica aveva un corpo e un colore, mani orecchie e occhi belli, Musica viveva il suo  tempo.

Un giorno venne il digitale e Musica si trasformò in un file.

Musica era una bambina timida, si nascondeva tra le pieghe del cuore nelle ombre dei pensieri poi ogni tanto esplodeva di gioia ed energia, era tatto e olfatto assieme, era anima passione. Musica metteva da parte i soldi per comperare i suoi dischi preferiti, quelli con le copertine grandi che non ti stancavi mai di guardare di annusare e di toccare, li custodiva gelosamente, ogni ascolto era un rito: sceglieva il vestito giusto, si avvicinava al giradischi, posizionava la puntina e immaginava di farsi largo tra la folla dei suoi pensieri, qualcosa dentro la faceva decollare.

Musica aveva un impianto stereo in camera con casse potenti, Musica aveva un nastro riavvolto a mano e leggeva avidamente le recensioni dei dischi in uscita, Musica era concerti sudore e decibel sparati, rarità cercate nei negozi più sconosciuti, Musica non aveva bisogno di inchiostro per incidere sentimenti sulla pelle, Musica era un viaggio di amici. Ogni momento della sua vita aveva una colonna sonora, voce volto dei suoi pensieri, ogni episodio importante era archiviato in una cassettina etichettata a mano, un CD consumato, un poster appeso nella mente e sopra al letto.

Musica aveva tanti amici, trascorreva le giornate cacciando nei negozi videocassette, collezionando spartiti, traducendo testi con il vocabolario catturando sogni di altri tra i sogni suoi. La sua stanza era un altare, i suoi Dei pagani le parlavano attraverso gli amplificatori, se qualcuno la cercava sapeva sempre dove trovarla. Lei era lì, tutti sapevano che sarebbe stata lì, in prima fila.

Musica prima era gli strumenti suonati, poi gli spartiti con la loro trascrizione, poi i rulli musicali su un grammofono dei nonni, poi vinili a 78 giri poi dischi a 33 giri e a 45 giri sparati dallo stereo poi diventò un disco compatto più potente ma dal suono più freddino, poi un file digitale che girava all’impazzata sul web poi in un mp3 che gira nelle cuffiette colorate delle strade di tutto il mondo, domani chissà come girerà. 

Musica sarà sempre sangue che va dalle orecchie al cuore, scivolando tra le mani e nei diari passando di bocca in bocca, la sua lingua una rete di parole, la sua anima sulla scrivania di un monitor. Musica è un vestito su misura per chi la chiede, Musica ragazzaccia dall’ombelico alle ganasce per mostrarsi nella sua vera identità  di incantatrice. Musica vive per tutti con tutti e in tutti sul palco nei concerti.

La Musica fa sognare volare capire, la Musica dà la forza di reagire, la Musica fa viaggiare senza partire e la Musica fa capire ciò che vuoi capire. Nei suoi occhi i miei sogni, nelle sue mani il nostro domani.

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