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Monique

di Giuseppe Culicchia su Smemoranda 2012 - Dream

Tu ci credi ai sogni? Sì? Fai bene. Però, occhio. Perché i sogni, se ci credi davvero, poi ti ritrovi a viverli. Hai presente Monique? Monique aveva tredici anni e le piaceva fare sport. Tra le altre cose, giocava a hockey su prato. Un giorno, durante una partita, si è infortunata. Una roba seria. Tanto che l’hanno operata. Solo che l’operazione non è andata come previsto, e lei è rimasta paralizzata. Prima alla gamba sinistra. Poi a quella destra. Irreversibilmente. Brutta storia, eh? Già. Lì per lì anche Monique ha accusato il colpo. Solo che poi si è messa a sognare. Prima di tutto, si capisce, ha sognato di tornare a camminare: non le era mai capitato, prima di allora, di fare caso a quanto sia bello poter usare le gambe, e non si era mai sorpesa a guardare con invidia chi può salire le scale, giocare a palla, ballare. Poi, da sportiva, ha sognato di togliersi qualche soddisfazione, anche se in carrozzina. A forza di sognare, undici anni dopo Monique ha partecipato alle Paralimpiadi di Pechino, e ormai ventiquattrenne ha vinto due medaglie d’argento con l’handycicle, la bicicletta che si pedala con le mani. Ma allora perché non puntare all’oro in quelle di Londra? Così Monique ha continuato a sognare, e ad allenarsi. Solo che poi, un giorno di marzo, mentre si stava allenando si è scontrata con un’altra compagna. E ha cominciato a preoccuparsi per la sua partecipazione ai giochi londinesi, perché a un tratto ha scoperto di sentire un insolito formicolio alle gambe. Poi, a giugno, ecco che durante un allenamento su strada un’auto l’ha investita. Roba da matti, eh? Proprio per la serie: “Ma la sfiga ci vede benissimo”. E come se non bastasse, quello strano formicolio alle gambe è perfino aumentato. Be’, il fatto è che in tutto questo tempo, malgrado le soddisfazioni sportive, Monique non aveva mai smesso di sognare quel suo primo sogno: il sogno di ricominciare a camminare. E poco dopo l’ultimo incidente, ha ricominciato davvero: quel formicolio era semplicemente il segnale che le sue gambe, inspiegabilmente, si stavano “svegliando”. Non dovendo più usare la carrozzina, Monique ha scoperto di non poter più partecipare alle Paralimpiadi di Londra. Brutta storia, eh? Già. Però, dev’essere più forte di lei, si è subito rimessa a sognare. Ora vuole partecipare alle Olimpiadi, magari di Triathlon. E secondo me, ci riuscirà.

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