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Quella volta eravamo

di Paolo Cevoli su Smemoranda 2010 - Che storia!

“Quella volta eravamo: io, Binaca e il figlio di Papini. E mi sembra che c’era anche il cugino del figlio di Papini. Allora, eravamo dietro a preparare dei cosi, siccome era sabato e avevamo una festa alla Pensione Florìda che venivano giù delle ragazze di Miramare. Hai presente il Florìda, quello vicino al benzinaio dell’Agip che lo gestiva Gidio di Bertazzoni? Dai! Bertazzoni quello che il suo fratello l’han preso sotto con la macchina, guidava quel mezzo contrabbandiere che si è mangiato tutto a scala 40 su a San Marino e che la sua moglie ci metteva le corna con il cognato di quello che portava le bombole del gas con l’Apepiaggio ... Di’, c’hai presente o no? Pierpaolo, boia d’una vigliacca, mi segui?”
Ecco, a quel punto, io non è che mi son perso. Di più.

Perché quando il mio babbo Luciano racconta le sue storie di quando era giovane, è impossibile non perdersi. Mio babbo ha 81 anni. Penso che in vita sua non abbia mai finito un discorso. Anche l’altro giorno, a me e mio fratello ci fa: “Bambini (abbiamo 50 e 46 anni però ci chiama ancora bambini), venite oltre che il babbo vi devo parlare.” Erano le 11 del mattino. Mio fratello guarda l’orologio e gli dice: “Bà, alle 8 di stasera c’ho squash. Cosa faccio, disdico?”
Morale, il mio babbo ha cominciato a parlare, ha aperto una ventina di parentesi e poi è andato via. Si era ricordato che la mamma gli aveva detto di andare a comperare il pane. Che la maggior parte delle volte il mio babbo torna a casa senza il pane. Anche se era uscito apposta. La mia mamma Marisa lo sa che il suo marito non è che si perde in chiacchiere: lui emigra a forza di parlare.

Diciamo poi che gli argomenti, gira e prilla, son poi sempre quelli. La sua fortuna del mio babbo è che c’ha un bel turn-over di ascoltatori. 
Tuttavia è sempre bello starlo da sentire quando attacca la sua storia con: “Quella volta eravamo: ...”

Che storia.

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