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Perdersi

di Gino&Michele su Smemoranda 2010 - 12 mesi

Ora tocca fermarsi, sentire il mare lento della notte mentre accarezza la terra.
Possiamo sederci qui, ai limiti della risacca, e che importa se la sabbia è ancora troppo umida. Rinunciare alla vicinanza di questo mare buio e lieve sarebbe come umiliare il nostro coraggio che non è infinito, lo sappiamo ora, ma che è stato sufficiente per portarci fin qui.
Improvvisamente questa notte calda isolana si è fatta buia davvero, ora che la luna ha scelto di soffocare dietro alle nuvole. Fingiamo di essere sorpresi almeno un po’ ma sappiamo benissimo ogni minuto che ci attende, ogni istante di questo tempo è destinato ad essere consumato fino in fondo. Abbiamo scelto questa notte per perderci. Non c’è casualità e non c’è calcolo; non rimorso né incoscienza. Perdersi – e noi ci stiamo perdendo in questo amore senza futuro – è sempre per ritrovarsi.

Dove ci si perde quando ci si perde? Negli occhi di una storia impossibile. In cima a un grattacielo, a guardare il mondo che si muove sotto. Dentro a una macchina, a parlare per ore in attesa di un bacio che non verrà. Nelle parole di una canzone mai condivisa. In un libro che finisce troppo presto ma anche  in una pagina che non finisce mai. Tra le moltitudini di un viaggio in Oriente, quando si smarrisce la misura e non si riesce più a tracciare un confine tra vita e non-vita. Tra le nevi che in inverni troppo lunghi uniformano i pascoli. Sull’acqua, se non vedi più la riva. Nei deserti africani, se il vento cancella le piste. Nei ricordi, se prende il sopravvento la nostalgia. Dentro ai numeri, quando ci si crede troppo. E dentro ai colori, quando si perdono di vista le sfumature. Nella trasgressione che diventa regola. In quelle regole che non sanno reggere una trasgressione. Nel fuoco, quando soffia il vento. Dentro a un letto divenuto troppo grande. In una stanza divenuta troppo piccola. Ma anche in un letto ormai troppo piccolo o dentro a un enorme vuoto abitato. Ci si perde nelle troppe parole dette e nelle poche taciute. Nei rimorsi di un sì o di un no dimenticato per strada lungo i nostri percorsi distratti o timorosi. Ci si perde nei dubbi ma soprattutto nelle certezze. Nelle idee quando non sanno trovare quotidianità. E nelle azioni che negano il pensiero. Ci si perde nel non riuscire a capire che ci si sta perdendo. Nella rassegnazione e nella sopraffazione. Ci si perde in un corpo a cercare un cuore. Ci si perde nel sentirsi irraggiungibili ma ci si perde uguale nel viversi irrimediabilmente ultimi. Ci si perde vincitori e vinti. Ci si perde perdenti. Ci si perde persi. Ci si perde fuggendo il gusto del perdono. Tra le mille finestre di una megalopoli e nelle profondità di un canyon. Ci si perde a pensare l’universo. A immaginare le stelle. A mettere a fuoco la luna. Negli occhi di un gatto e nella vastità delle nuvole. Nel nulla delle nebbie o nell’assoluto di un orizzonte, a cercare di rubare qualcosa oltre alla sensibilità della vista. Ci si perde a separare  i colori di un arcobaleno, a immaginare la materia dentro al buio, a intuire il fondo di un mare troppo blu.
Ci si perde nella foresta, come raccontano le storie. E come nelle storie, quelle che ci cantalenavano da piccoli, ci si ritrova. Sempre.
Abbiamo bisogno di perderci perché abbiamo bisogno di ritrovarci.

Guarda, è ricomparsa la luna.

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