Alberto, i gatti, la luna, le stelle

di Michele R. Serra

Attualità
Alberto, i gatti, la luna, le stelle

C’è una storia a fumetti di Alberto Rebori che inizia con la luna che chiede alla Terra: “Pensi che aumenterà lo spread, tra di noi?”.
Non è la prima, non è l’ultima volta in cui Alberto ha alzato lo sguardo verso le stelle. Però guardarle non gli faceva venire in mente le cose banali che passano per la testa a noialtri, quando fissiamo il cielo. Non c’era – nelle sue tavole, nelle sue vignette – mai nulla di banale. Al massimo qualcosa di banane.
Perché Alberto lo facevano passare, a volte, per vignettista satirico (ha vinto anche il premio più importante della satira italiana, quello di Forte dei Marmi, in un periodo in cui c’era molta più concorrenza di oggi). Ma più che altro era un poeta, merce rara di questi tempi.

I suoi disegni hanno spesso un tratto fragile, eppure colpiscono duro, se appena ti fermi a pensarci sopra un attimo. Racconti a fumetti che sono stati sempre diversi da ogni altra cosa, da ogni tradizione del fumetto, e a rileggerli ogni volta ti fanno rimanere lì, a domandarti con chi stia parlando Alberto, dove stia andando.
Ce lo chiediamo ancora oggi, un po’ più tristi. E speriamo abbia raggiunto qualcuna delle sue lune lunatiche, abitate da Rosa e Vittorio, piene di gatti tronfi, mucche pazze, re, vassalli, dinosauri, asini volanti, scrittori francesi, poeti beat. Chissà se si è ricordato di spegnere la luce.