Alessandro Grazian Armi

di L Alligatore

Recensioni
Alessandro Grazian – Armi

Si apre con un ritornello e un ritmo che non ti aspetti il recente disco di Alessandro Grazian uscito a fine 2012, tornato dopo tre anni con delle sonorità incisive e molto più rock di quelle da noi conosciute: “perché di armi ne ho, perché di armi ne ho, perché di armi ne ho…” è il ritornello della title-track messa all’inizio, tra i Verdena e i Blonde Redhead. Effettivamente di armi ne ha…

Un nuovo percorso costruito con le tante cose tenute dentro nell’ultimo periodo, le esperienze fatte, l’incontro con Leziero Rescigno (La Crus, Kalweit and the Spoke, Amour Fou), produttore artistico di “Armi” con lo stesso Grazian, l’incontro con Ghost Records, label interessante e interessata ad un certo nuovo cantautorato (vedi Dente). Cose che si sentono nelle otto tracce di questo disco, in particolare in “Se tocca a te”, lunare nei suoni quanto intensa e diretta nel testo, forse intrinsecamente politico, in “Non devi essere poetico mai”, un bel rock con chitarrona elettrica, decisamente il pezzo più nuovo di Grazian, “Hélène”, canzone struggente, senza tempo, divide critica e pubblico tra chi l’ama e chi l’odia, io l’amo, amo “Hélène”.

“Armi” sembra un disco leggero, ma alla fine ti rendi conto che è invece bello tosto. Un proiettile con le ali di farfalla, come ha perfettamente chiosato il cantautore padovano citando gli Smashing Pumpkins. Non poteva dire meglio, dimostrando, come nella sua musica, il dono della sintesi.