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Anni '90 #ricordatiche

di Giovanna Donini
| Eventi | 0 commenti

Se anche tu usavi la Smemo, una notte magica insieme!

La parola nostalgia mi fa venire nostalgia.

La parola nostalgia deriva dal greco νόστος che significa ritorno, e άλγος che significa dolore: "dolore del ritorno". Ritorno del dolore soprattutto perché in greco avevo 4.

La prima parola che penso, subito dopo la parola nostalgia, purtroppo è canaglia. Ritorno del dolore soprattutto se riascolto Al Bano e Romina Power che nel 1987 cantarono Nostalgia Canaglia al Festival di Sanremo ed io onestamente pensavo: “Si può dare di più, ragazzi”. Infatti quell’anno, guarda caso, vinse proprio Si può dare di più di Tozzi, Ruggeri e Morandi.

Se cerchi su wikipedia la parola nostalgia immediatamente la nostalgia raddoppia, perché questo gesto digitale che ormai fai in modo del tutto naturale, ti riporta in un’epoca in cui se cercavi una parola, dovevi invece usare per forza il vocabolario e di solito usavi il vocabolario durante il compito in classe. Ritorno del dolore (di pancia) quando penso al compito in classe (d’italiano, di latino o di greco) e alla prof che, prima di assegnartelo, spostava tutti quelli dell’ultima fila in prima fila e tutti quelli della prima fila in ultima fila e allora io, solo per fregarla, quel giorno mi facevo trovare in prima fila e fatalità lei quel giorno, solo per fregarmi, decideva di lasciare tutto così. Anche per questo prendevo 4 in greco e pure in latino. E anche in italiano se il tema era: descrivi uno stato d’animo, ad esempio la nostalgia.

La parola nostalgia in alcune persone sembra essersi maledettamente infilata nell’anima. Infatti se gli chiedi: “Cosa hai fatto ieri?” ti rispondono “Ieri? Si stava meglio!”.

Ma non è così. Non è che ieri si stava meglio, è che forse ieri tu, maledetto nostalgico, eri più giovane, più fidanzato, oppure più single quindi più libero, più agile, più tonico, ma più che altro reggevi meglio una notte in bianco, perché adesso se vai a letto all’una, il giorno dopo sei distrutto e come minimo ti devi prendere una tachipirina. E poi forse ieri andavi in giro con meno macchine da superare, meno smog, meno multe da pagare, meno rughe, meno ex da dimenticare, meno password da memorizzare, ma soprattutto con meno sacchetti della spazzatura da buttare.

La parola nostalgia mi fa venire in mente Eraclito che io non ho avuto il piacere di conoscere personalmente, perché ho una certa età, ma non sono greca. Lui diceva: Panta Rei, tutto scorre, tutto è in perenne movimento, e la staticità è morte (non so se è giusto, ma l’ho letto su wikipedia), quindi è bello essere nostalgici accettando però con gioia, passione e curiosità i cambiamenti. Così non è che ieri (e con esattezza negli anni '90) si stava meglio, ma di sicuro era diverso. Ecco, è così: ieri era diverso o se preferisci oggi è un’altra cosa.

IERI

Avevi il tuo personalissimo mangianastri che letteralmente si mangiava le tue personalissime cassette, e per riavvolgere il nastro dovevi usare la tua personalissima Bic e se non avevi la tua Bic dovevi aspettare che uno te la procurasse: il famoso spacciatore di Bic.

OGGI

La musica è nell’aria. Non è tua e basta, ma è di tutti e basta. L’ascolti sull’ipod, l’ipad, l’iphone, sul “ce l’hai per caso la password del wi-fi?”. Così ascolti la musica a scrocco dal mac o dal pc, su spotify o su you tube e se non hai la password aspetti che uno te la procuri: il famoso spacciatore di password.   

#ricordatiche una vita senza musica è come un corpo senz’anima. (Marco Tullio Cicerone)

IERI

Se stavi con qualcuno all’inizio degli anni '90 e volevi sentirlo senza che sua madre rispondesse al posto suo, facevi prima uno squillo e poi buttavi giù, così lui o lei capiva che eri tu e ti richiamava. Sua madre intanto pensava che a fare lo squillo fossero stati i ladri. E poi se stavi con qualcuno e volevi sentirlo dovevi stare a casa davanti al telefono con la mano sulla cornetta e non distrarti mai altrimenti ti fregavano il posto, tua madre, i tuoi fratelli, tuo padre, tua zia e pure i ladri.

OGGI   

Se stai con qualcuno e vuoi sentirlo puoi fare pure la video chiamata e fargli vedere che non sei uscito come crede, ma invece sei a casa, bello tranquillo, con la tua famiglia. Se però non sei a casa…ti conviene trovare un amico, fatti prestare il suo cellulare e dire a quel qualcuno che il cellulare te l’hanno rubato i ladri che all’inizio degli anni 90 facevano gli squilli a vuoto e poi buttavano giù.

#ricordatiche se perdi il cellulare lo puoi ricomprare, ma se perdi chi ami hai voglia a richiamare…

IERI

Avevi le cabine telefoniche. Così se amavi qualcuno dovevi aspettare che quello prima di te finisse presto la sua telefonata, ma siccome quello davanti a te era sempre pieno di gettoni oppure aveva la scheda da un deca, ti conveniva sederti e aspettare e sperare, ma volendo anche fare di tutto perché si lasciasse.

OGGI

Se vedi un telefono pubblico ti chiedi che fine abbia fatto la cabina e poi pensi che raramente hai visto qualcuno usarlo per telefonare e quando lo hai visto, hai pensato: forse è uno che ha l’amante oppure è un tizio un po’ losco che non vuole farsi intercettare la telefonata dalla polizia oppure è uno che ha solo tanta, troppa, infinita nostalgia.

#ricordatiche se hai il 3% di batteria non significa che morirai tu ma significa solo che morirà il cell. No panico.           

IERI

Avevi Beautiful, ma soprattutto avevi Brooke che ti faceva sentire meno in colpa se tradivi il tuo fidanzato, perché lei se tradiva Ridge si faceva il fratello o il padre, insomma a sfregio restava in famiglia, capite la gravità?

OGGI

Hai internet o i canali tematici, hai dvd e win zap spediti dagli amici con we transfer. Hai craccato il sistema e riesci a vedere Netflix e tutto quello che finisce in x senza pagare o pagando solo un deca (in euro, però). Oppure se sei un po’ sfigato hai ancora Beautiful perché Beautiful non muore mai e anche se dovesse morire, come Taylor o Ridge (e tutti quelli che sembravano morti) stai tranquillo che poi torna.

#ricordatiche la vita è Beautiful

IERI

Avevi tanti capelli, folti, ribelli, lunghi che alcuni tenevano raccolti con il codino e altri tenevano su con il cerchietto. E poi avevi la possibilità di scegliere tra tantissime linee di shampoo che si moltiplicavano, ogni giorno, per ogni tipo di chioma.

OGGI

Hai meno capelli, oppure hai pochi capelli, se non addirittura hai zero capelli e poi ha diversi tipi di shampoo sotto la doccia che non riuscirai a finire mai.

#ricordatiche dire ad un parrucchiere “Fai tu” è più pericoloso che attraversare la strada con gli occhi chiusi.

IERI

Avevi un deca (diecimila lire) che se non facevi caxxate ti durava dal lunedì al giovedì. Da giovedì andavi in giro con mille lire in tasca, scroccando quel che potevi a chiunque potevi, ma tenevi duro fino a sabato quando finalmente ti arrivava di nuovo la paghetta. 

OGGI

Hai un deca (dieci euro) e mezz’ora dopo dici: “Prima avevo un deca”.

#ricordatiche i soldi non fanno la felicità, ma con un euro al giorno prima o poi ti levi di torno.

IERI

Avevi i Mondiali del 1990 in Italia con Totò Schillaci capocannoniere che quando segnava pareva gli uscissero gli occhi dalla testa per la felicità. Per la cronaca a Italia90: siamo arrivati terzi.

OGGI

Hai internet? Ecco bravo vai a riguardarti i Mondiali del 1990 e i gol di Totò. Per la cronaca a Russia2018: non pervenuti.

#ricordatiche a questo punto tifiamo tutti Islanda.

IERI

Se ti piaceva qualcuno andavi in centro, in piazza, nel corso principale e facevi centinaia di vasche per incrociare il suo sguardo. Se riuscivi ad incrociarlo avevi due possibilità: o ti avvicinavi tu o aspettavi che si avvicinasse lui. Se nessuno dei due si avvicinava, avevi tanti amici che ti prendevano in giro, ma poi ti abbracciavano e ti portavano a ballare.

OGGI

Se ti piace qualcuno vai su fb, instagram o twitter e metti centinaia di like per attirare la sua attenzione. Se riesci ad attirare la sua attenzione hai due possibilità: scrivergli in privato oppure aspettare che ti scriva lui. Se nessuno dei due scrive, hai tanti amici a cui scrivere e mettere tanti like e chiedergli di partecipare ad un evento: incontri per uscire dal virtuale e vivere il reale, balli di gruppo, tango e zumba.

#ricordatiche se ti piace qualcuno devi soprattutto uscire e camminare, Venezia in questo senso più che romantica è l’ideale.

IERI

Se volevi ricordarti qualcosa lo scrivevi sulla Smemo.

OGGI

Pure.

#ricordatiche prima o poi hai il dentista alle 16. Scrivitelo dappertutto.

 

 

 

Per saperne di più

Se per una sera vuoi rivivere gli anni '90 vieni allo Zelig il 13 dicembre. Abbiamo organizzato un incontro con i nostri mitici smemorandiani: una serata dedicata alle letture dei diari anni '90 accompagnata da racconti, aneddoti, amarcord e confronti generazionali tra come eravamo e come siamo diventati.  Un reading di frasi da Smemo che ci hanno segnato da “Luca sei Bono” a “Come la barca lascia la scia, io lascio qui la firma mia” passando per “Marco sei più Bono di Luca”. 

A riaprire i nostri diari ci saranno i mitici collaboratori Smemo, Paolo Rossi, Gabriele Salvatores, La Gialappa's i direttori Nico Colonna, Gino&Michele. Condurranno due #ragazzianni90, Luca Mastrantonio ed Errico Buonanno.  Guest star: Eritreo Cazzulati!

Vi aspettiamo, dal vivo, come si faceva allora! Porta con te la tua vecchia Smemo!

Ingresso gratuito.

 

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