Assassin’s Creed

di Michele R. Serra

Recensioni
Assassin’s Creed

C’è sempre un problema nell’adattare un videogame per il cinema, ne soffre anche questo Assassin’s Creed. Il problema è che il videogioco è già un medium visivo, come il cinema, ma funziona in modo completamente diverso dal cinema. Quindi adattare un gioco per il grande schermo è diverso dall’adattare un libro. E paradossalmente è molto più difficile. Infatti la maggior parte dei film tratti da videogame – da Resident Evil a Tomb Raider – sono, diciamo, poco riusciti. Però non per scarso impegno produttivo. È proprio che è complicato.

Intendiamoci, anche Assassin’s Creed non è un granché. È un film che ci prova, e che poi sbatte la faccia sulle antiche mura di qualche città medievale ricostruita in grafica computerizzata.

Almeno non assomiglia solo a un collage di scene che nei videogiochi tu di solito skippi, perché vuoi giocare e non vedere un film… Hmm, forse ho detto una cosa pericolosa. È il caso che mi spieghi meglio. Lo so che siamo nel 2016 e che non è che le trame dei videogiochi fanno tutte schifo, e non sto dicendo cose tipo che il cinema è fatto sempre belle trame e i videogame no. Lungi da me. Però è un dato di fatto che nella maggior parte dei casi le trame dei videogame non siano, diciamo, il piatto forte dell’esperienza. Lo so che è sbagliato generalizzare, ma almeno questo concedetemelo.

Proviamo a ribaltare il punto di vista. Proviamo a pensare che in fondo fare un film che assomigli a un videogame sia di per sé un valore. E quindi se questo film ha una trama veramente ridicola – ha a che fare con la mela del paradiso terrestre, che contiene il DNA del libero arbitrio dell’uomo, quindi è dura prenderla sul serio – se ha per protagonista un grande attore (Michael Fassbender) che recita con la stessa espressività di un personaggio poligonale, se ha più green screen che anima… bè, forse è perché deve assomigliare al videogioco da cui è tratto. Decidete voi se è un bene o un male.

Non voglio parlar male male di questa versione cinematografica di Assassin’s Creed, che almeno prende sul serio la sua missione di essere Assassin’s Creed. Però avrebbe potuto essere più divertente. E soprattutto avrebbe potuto contenere più scene d’azione estreme e folli. Sarebbe stato meglio. Perché i dialoghi li skipperesti volentieri, se solo ci fosse il tasto.