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Atti osceni in luogo privato

di Alessia Gemma
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È l'ultimo bellissimo libro di formazione di Marco Missiroli, che senza barba assomiglia a J.D. Salinger...

Marco Missiroli

Atti osceni in luogo privato

Feltrinelli

Missiroli che come Salinger ha scritto un romanzo di formazione, non ambientato a New York, ma tra Parigi e Milano, le due facce della stessa medaglia. Milano-Parigi che si fa in treno se sei di casa qua e là e né qua e né là...

Il libro di Missiroli che un giorno potrebbe essere un film di Virzì: protagonista sfigato che diventa protagonista fico per la stessa sua sfiga: unico dei tre 4 amici adolescenti a non averlo ancora fatto…

Il libro di Missiroli che è veramente di formazione, segna la crescita e i passaggi verso l’età adulta del protagonista e nel libro succede quello che deve succedere nei libri di formazione e che è successo a tanti di noi: i rapporti.

Atti osceni in luogo privato inizia come un vero romanzo di formazione, come Agostino di Alberto Moravia: con l’iniziazione dell’immaginario sessuale del protagonista attraverso la madre che lo “tradisce” sollazzando un altro uomo. La scoperta delle proprie pulsioni sessuali attraverso quelle della madre. Lo schifo. Hýbris e condanna saranno dunque un pompino. 

La storia è quella di un ragazzo, mezzo italiano mezzo parigino, che cresce là e torna qua. In mezzo tutto un mondo di emozioni ed esperienze, scandite e descritte, qua sta la bellezza della storia, attraverso i classici moderni e i loro personaggi. Capisci come sta il protagonista dal libro che sta leggendo. La descrizione di sé attraverso i grandi personaggi. Lo straniero di Camus, L’amante di Marguerite Duras... Carver in un momento di malinconia priva di speranze… Ogni passaggio un libro che diventa mezzo e metafora di crescita e passaggio e a un certo punto anche simbolo di troppa solitudine. L’abbandono poi della lettura quando: "La grammatica della libido si appropriò del mio assetto neuronale, più della letteratura e dello studio del diritto”. L'onestà intellettuale nell'ammettere che sì, va bene, è bellissimo leggere, ma si legge tanto per colmare vuoti e che se i vuoti sono meno vuoti cominci a leggere meno, a vivere di più e magari a guardare tanti film...

Parigi bohème, Belville, la negritudine, Sartre, il Marais, le tette. Milano agra, che concede vita da Bianciardi, di fatica. Nottate meneghine uscite da un libro di Pino Corrias. La trattoria, gli amici, la vespa, il cane. La solitudine. Il desiderio di brutalità e carne che ti fa venire Milano che carnale non è. Un libro colmo di cliché, resi così bene da non suscitare però fastidio ma empatia e appartenenza. A un certo punto vuoi capire come vai a finire.

E poi "La sessualità come estuario di vitalità, ma anche di malinconia.”. E poi, forse, questo amore. 

Salinger e Missiroli!

Marco Missiroli
Milano
Parigi
Feltrinelli

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