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Baywatch

di Michele R. Serra
| News | Cinema e Tv | Da vedere | 0 commenti

Ma chissà se qualcuno si ricorda David Hasselhoff...

Seth Gordon

Baywatch

Paramount Pictures

Si può fare la parodia di uno scherzo?

Questo è il problema di fondo di Baywatch, uno dei film che fa raggiungere nuove vette alla ormai abusata espressione “non se ne sentiva il bisogno”. Nel senso che in questi anni hollywoodiani fatti di remake, reboot e ricicloni vari questa frase si sente molto, molto spesso. Ma quando ti trovi davanti alla rinascita in versione cinematografica di un telefilm fondato su gente bella, uomini e donne,che corrono al rallentatore facendo sballonzolare i loro fisici perennemente imperlati di una specie di rugiada sexy... ecco, quando ti trovi di fronte a una cosa così il “ non se ne sentiva il bisogno” raggiunge nuovi e insperati apici.

Detto questo, poi magari il film è anche divertente. Perché no?

Baywatch del regista Seth Gordon è ironia alla seconda, cioè si scherza su una roba che è già uno scherzo. E lo si fa senza troppe raffinatezze, intendiamoci. A tratti funziona, a tratti no, ma non è che sia un completo fiasco. Ti aspetti roba stupida, loro ti danno roba stupida. Poi se siete tra quelli che vogliono spezzare il circolo vizioso dell’idiozia, sicuramente non apprezzerete. Ma insomma, è estate. Rilassarsi è lecito.

Vediamo cosa funziona. Primo, gli attori. David Hasselhoof è sostituito da The Rock Dwayne Johnson, che trova una spalla niente male in Zac Efron, l’uomo che è partito dai suoi addominali anatomicamente non accurati - nel senso che ha talmente tanti bozzi perfettamente scolpiti sul davanti che sembra si sia fatto impiantare un frontale artificiale - per lanciare la sua carriera di attore, ma è diventato un attore quantomeno più interessante dei suoi addominali. Sia lui che The Rock sono ormai dei personaggi, delle maschere indipendenti dal film in cui si trovano. Un po’ come Schwarzenegger, che poi è anche il paragone più sensato per Johnson. Anche perché lui ha dichiarato di recente che potrebbe anche buttarsi in politica, e magari candidarsi alla presidenza. Stava scherzando, eh, però stiamo parlando degli Stati Uniti. Ricordiamoci che lì tutto è possibile.

Visto che si tratta di Baywatch, è necessario parlare anche delle attrici: tutte promosse a partire da Kelly Rohrbach, che si prende la responsabilità di sostituire nientemeno che Pamela Anderson e funziona da ogni punto di vista. E uso queste parole non a caso, ovviamente.

L’inizio di questo nuovo Baywatch promette molto bene, poi il film si sgonfia e procede con una serie di gag e battute fondamentalmente basate sul mostrare e nominare l’organo maschile, perché si sa che esso è l’ultimo tabù più o meno rimasto, e quindi se vuoi fare una battuta irriverente, vai dritto lì. Peccato che anche quelle battute possano essere eseguite con maggiore o minore intelligenza, e quando hai la sceneggiatura affidata agli stessi che hanno scritto Freddy vs. Jason, bè si capisce che non ti puoi aspettare più di tanto.

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