Codeina Allghoi Khorhoi

di L Alligatore

Recensioni
Codeina – Allghoi Khorhoi

Codeina atto II.

L’anfetaminica band lombarda torna a colpire duro, con questo nuovo lavoro dal titolo strano e dall’altrettanto strana copertina: Allghoi Khorhoi (verme mongolo della morte), animale mitologico appartenente all’immaginario della tradizione popolare cinese e mongola, che secondo leggenda vive in cunicoli sotterranei e attacca l’uomo con scariche elettriche o secernendo acido. Le stesse scariche elettriche acide dei Codeina, che con questo verme si identificano completamente.

Dodici pezzi di rock dal forte impatto, sia nei suoni, sia nelle parole, a partire da “22 dicembre” dal gran ritmo e da una voce che gioca amabilmente con chitarre insistenti/virtuose, al conclusivo strumentale elettrico e dilatato (per lasciare un buon gusto nelle orecchie) “Langley & Homer Collyer”. In mezzo il post-rock duro di “Pasta madre”, l’indignato noise “Kiwi”, vere scariche nei confronti della nostra “povera patria”, lo sboccato sbatticoda “71” con testo molto forte da mandare a memoria, “Crepa” post-rock iconoclasta, “Dio ci pulisce” (sì, ho scritto bene “pulisce”), duri senza perdere l’ironia.

Allghoi Khorhoi tanto per distanziarsi ulteriormente dalla normalità, è uscito in versione web, scaricabile liberamente, e in versione limitata usb, una pennetta vermiforme con dentro tutte le canzoni e il colorato artwork.

Una vera chicca per chi ama e segue l’autentica musica sotterranea … attenti, vi colpirà con scariche elettriche e acidità.