Il Punto G.ay
29/05/2007
Mai Dire Mai

a cura di Antonio Incorvaia e Giovanna Donini

Segno zodiacale: Gay - Ascendente Lancillotto

Chissà.
Magari domattina mi sveglio e scopro di essere tornato vergine. O magari di essere diventato etero, di essermi sposato e di avere un figlio (e di chiamarmi Miranda). E magari scopro anche che non mi piacciono più le bambole ma i soldatini (e devo solo capire come si fa a togliergli quell'orribile casacca di metallo per vederli in mutande). O magari scopro invece che sono morto (e che mi ha stritolato nel sonno un boa di struzzo viola). O magari scopro piuttosto che non sono proprio ancora nato (e che non nascerò mai, se mio padre continua ad andare in sauna anziché al cinema con mia madre).
Chissà.
Magari domattina mi sveglio e scopro che non esiste più la guerra ma solo le cuscinate (e allora capisco che la Chiesa si è adoperata davvero per la Pace nel mondo). O magari scopro che in Paradiso non c'è traccia di preti (perché si sono già chiusi tutti nella darkroom). E magari scopro anche di avercelo lungo 30 centimetri (e di aver finalmente raggiunto il mio peso-forma). O magari scopro invece che a tutti i gay al di sotto dei 70 anni deve essere dato per legge un lavoro (ma io ho appena compiuto i 71 e al massimo posso sperare di diventare opinionista). O magari scopro piuttosto che i gay non esistono proprio (e che il Vaticano ha dovuto mettersi in cassa integrazione per mancanza di argomenti e di materia prima).
Chissà.
Mai dire mai.

Segno zodiacale: Gay - Ascendente Ginevra

Mai dire Mai, quanto mai.
Noi "saffodonne" non abbiamo mai voluto capire il vero significato dell'avverbio di tempo "mai". "Sempre", forse, ci piace di più. Per dire. Siamo fatte così, lo sanno quasi tutti quelli (e soprattutto quelle) che ci bazzicano: siamo contorte. Il si è un no, il no è un si, il mai è, nella maggior parte dei casi, un sempre. Però, va detto: ci piace tanto usare il mai, in mezzo alle frasi.
Prendiamo una volta per tutte il vocabolario della lingua italiana. Mai: avv. di tempo, con valore negativo, in nessun tempo, in nessun momento, in nessuna circostanza. Ma figurati. Ma smettila. In realtà dovrebbe esserci scritto: quando vuoi, anche subito, in qualsiasi caso. Esempi. Parole: io con quella non ci andrò mai. Realtà: se non l'ho già fatto, lo farò prestissimo. Siamo fatte così. Tutto è possibile. Non riusciamo mai (e quindi...) ad essere definitive. Certe. La certezza nella nostra realtà è come una candela accesa nel bel mezzo della bora triestina: non resiste molto, anzi per niente. Una donna che va con un'altra donna, dopo qualche anno di esperienza, lo sa. Casomai, spesso, è l'uomo che ancora si illude che una donna possa credere nel significato corretto dell'avverbio in questione. Parole: non ti tradirò mai. Realtà: se non l'ho già fatto, lo farò prestissimo. Non possiamo farcela, è più forte di noi. E' come se quella parolina, piccola, composta da tre letterine minuscole, una volta pronunciata, attivasse in automatico il pilota cerebrale dal significato più o meno sintetizzato in: "ho cambiato idea lo voglio fare...". Provate a dire mai in diverse situazioni. Esempio: Non mangerò mai più la cioccolata. Chiudete gli occhi, visualizzate il mai e poi la cioccolata. Fatto? Siate sincere: non vi siete già pentite di avere usato questa parolina? Non avete già tra le dita o tra le labbra del buon cioccolato? Dai, mai, ma vai. Mai dire mai, ormai lo sai. Parole: non ti lascerò mai. Realtà: se non l'ho già fatto, lo farò prestissimo. Come mai? Non lo so, non lo sai, ma è così. Io ormai me ne sono fatta una ragione. L'ultima volta che mi è stato detto da una donna: "Non ti farò mai del male" sono finita al pronto soccorso tre giorni. Forse avrebbe dovuto semplicemente dire: "non ti farò mai del male... così, peggio". Ora vi lascio, ho da fare: è arrivata in ufficio la fidanzata di un'amica di una mia amica. Parole: non ci proverò mai con una ragazza fidanzata. Realtà: se non l'ho già fatto, lo farò prestissimo.