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DUE VOLTE GENITORI* 6: Le origini

di Mamma Agedo
| News | Stop Secret | 2 volte genitori | 0 commenti

L'esigenza di raccontare, l'urgenza di raccontarsi.

Il mio coming out è avvenuto nel 1979, su uno scoglio della costa ovest della Corsica battuto dalle onde, dove ci eravamo appollaiati io e la mia migliore amica, il più possibile lontani da orecchie indiscrete. Fu un momento immenso, che segnò una scelta esistenziale irreversibile: essere me stesso di fronte al mondo, per sempre, a qualunque costo. E fu solo l’inizio, a lungo preparato dentro di me, di questo processo mai finito dell’uscire allo scoperto. Tutte le fatiche di quegli anni tempestosi, le solitudini, la solidarietà conquistata persona per persona, fecero crescere in me il bisogno di oppormi a questa ingiustizia sociale costruita e mantenuta sul pregiudizio. Perché intorno a me tante pesone, in altrettante famiglie, scuole, cerchie di amici, continuavano a ripetere la mia stessa fatica credendo di essere gli unici sulla terra? O peggio, si sottraevano a questa fatica, schiacciati dalla paura e dallo sconforto, rigettati nel silenzio e nell’omertà? Com’era possibile che si mantenesse un silenzio così spietato intorno all’amore tra persone dello stesso sesso? Ecco, se dovessi dire dove è nata la mia urgenza di raccontare, è nata da tutto questo. E siccome il mio strumento è il cinema, il documentario, l’ho raccontato con questo mezzo. Prima con “Nessuno uguale” che parlava di adolescenti e coming out. E poi affrontando il grande passaggio della famiglia, grazie all’esperienza condivisa con Agedo. Così è nato “Due volte genitori”, perché il maggior numero di genitori possibile (e quindi figli) non si sentisse più isolato, come se avere un figlio gay o una figlia lesbica capitasse loro la prima volta al mondo. Volevo che tutti potessero vedere che esiste un percorso possibile, e che c’è un equivoco alla base di tutto: ci hanno fatto credere che si tratta di una cosa sporca e magari di una colpa o di una mancanza dei genitori, di cui vergognarsi. E invece è solo amore, cui abbiamo il dovere di permettere di alimentare rapporti sani, pieni, riconosciuti e alla luce del sole. Per questo “Due volte genitori” ha un finale luminoso e positivo, ma nasce dalla difficoltà: perché racconta un percorso. E per questo ho voluto proporne la proiezione in nove serate in tutte le Zone di Milano: per arrivare a tutti i cittadini, soprattutto a coloro che non ci pensano, e sono convinti di non esserne toccati. Perché come dice Rita, la presidente di Agedo, “se mi avessero detto che avrei partorito un figlio che poteva essere etero o gay, per me sarebbe stato tutto diverso. Invece così ho dovuto combattere con l’ignoto. E quando combatti con l’ignoto, sei sempre disperato”. (Claudio Cipelletti, regista di Due volte genitori, Milano) *Due volte genitori è un film documentario sul coming out in famiglia realizzato da Agedo con il finanziamento della Commissione Europea, Progetto Daphne II.

Gay

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