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E ti vengo a cercare

di Alberto Forni
| News | Libri e Fumetti | Fascette a manetta | 0 commenti

Primo giorno a Torino con tante valide conferme e qualche simpatica novità

Alla fine questa Emma Chase (cognomen omen) mi sono messo a cercarla e l'ho trovata e ho pure messo in fila la sua trilogia secondo un minimo di senso.

Qui all'Esposizione Internazionale di Torino sta andando tutto bene

anche gli slogan sono molto appropriati per il periodo storico.

I gadget ufficiali, infatti, sono sempre all’ultima moda tanto che quest’anno, oltre alla pennetta usb, c’è anche il bastone da selfie.

La crisi purtroppo si sente

(Questo era il telefono di un editore, volevo quasi dargli qualcosa per comprarsene uno nuovo)

e persino la Newton Compton si è vista costretta a fare delle scelte da poracci impopolari. 

Per fortuna alcuni editori continuano a mostrarsi munifici

e offrono omaggi per l’acquisto dei loro libri.

D’altra parte, per invogliare i lettori si cercano formule sempre nuove.

Purtroppo quest’anno non è più presente lo stand di Masterpiece che tante soddisfazioni ci aveva dato la scorsa edizione.

Mentre nello spazio della RAI campeggia questo messaggio neanche troppo subliminale.

("Ma si può pagare il canone qui?" ho chiesto. "No" mi ha risposto la ragazza, "però possiamo prendere il suo nome e richiamarla")

Dal momento che il Salone è il vero social network, in giro si trovano dei like di carta da appiccicare ai libri.

(Eh sì, una bella cazzata idea che può rivitalizzare il rapporto che abbiamo con la lettura)

Io, comunque, mi sono divertito e ho fatto anche un selfie con Stefano Benni.

(Ops, ho sbagliato a caricare la foto)

Peccato soltanto che quest’anno il rutilante mondo delle fascette stia mostrando un po’ di stanchezza

anche se qualche valido esemplare si riesce comunque a rinvenire.

(Tipo questa apprezzabile fascetta supercazzola)

Un altro serio problema continua a essere rappresentato dalla prolifica scrittrice piemontese maria tarditi

nei confronti della quale avevo lanciato un grido d'allarme già nel 2012.

In ogni caso, l'editoria rimane un settore che può offrire tante opportunità, soprattutto ai giovani.

L'importante è non dimenticarsi di portare la vaselina. Gli editori italiani, si sa, ne vanno ghiotti.

 

P.S. Per un attimo ho sperato che quest'anno ce la facessero, quest'anno era facile

bastava copiare da sopra, dai che ce la fai, dai, sì, dai, dai...

niente, non ce l'hanno fatta.

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