I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

Fatherland

di La redazione
| News | Libri e Fumetti | Da leggere | 0 commenti

Una fumettista racconta suo padre, terrorista

Nina Bunjevac

Fatherland

Rizzoli Lizard

Nina Bunjevac è canadese, ma il nome tradisce origini lontane dalla sua città natale, Toronto: in effetti la sua famiglia proviene dalla ex-Jugoslavia. Una terra e una storia che appaiono distanti decenni nel tempo e migliaia di chilometri nello spazio, dalla vita di Nina. E invece sono ancora lì.

La storia è quella di una famiglia che fugge dalla Storia, entrata in casa dalla porta principale.

Il personale è politico, si diceva una volta. E in questo caso non è un modo di dire. Poco meno di quarant'anni fa, infatti, il padre di Nina è morto in un'esplosione in Canada. Stava costruendo una bomba con cui compiere un attentato contro il consolato jugoslavo a Toronto.
Perché? Per combattere contro il governo del maresciallo Tito, che aveva unificato le terre balcaniche sotto il suo regime comunista dopo la seconda guerra mondiale. Tito è rimasto al potere per più di trent'anni, ma come tutti i dittatori aveva non pochi dissidenti pronti a lavorare per rovesciarlo. Peter Bunjevac era uno di questi. Lui non è mai finito sui libri di storia, Tito sì. Ma a sua figlia la storia di Peter interessa eccome.

Mentre suo padre saltava in aria, nel buio di un garage tra i tanti che punteggiano le perfierie delle metropoli nordamericane, Nina era già lontana: sua madre l'aveva portata via da quell'uomo, che non era solo un dissidente anticomunista e il membro di un'organizzazione nazionalista, terrorista. Era soprattutto, per la famiglia, un uomo squilibrato, ossessivo, pericoloso. Un uomo per cui la violenza era regola di vita.

Nina era molto piccola quando suo padre morì. Sarebbe stato facile dimenticare quella storia, seppellirla nel profondo dell'animo, e invece Nina Bunjevac ha preferito indagare, raccontarla, affrontarla. L'ha fatto con un romanzo a fumetti che si intitola Fatherland.

Nina ha inciso sul bianco della pagina disegni iperrealisti, perché questa storia è vera e bisogna sottolinearlo. In 150 pagine racconta come la Storia di una nazione diventi storia di una famiglia, di come la violenza collettiva della guerra si trasformi in educazione alla violenza per il singolo. La furia sembra trasmettersi di generazione in generazione. Finché qualcuno non spezza la catena come ha fatto Nina Bunjevac, con un fumetto terapeutico.

fumetti

0 Commenti

Scrivi un commento

Devi essere registrato per potere scrivere un commento.

Hai già un account Smemoranda?

Accedi

Non sei ancora registrato?

Registrati
Advertisement