Filippo Cosentino Lanes

di L Alligatore

Recensioni
Filippo Cosentino – Lanes

Così ha voluto intitolare il suo primo disco a suo nome (un sacco di collaborazioni prima e dopo di questo), a cavallo tra il jazz e il rock, ma anche il blues.

Nove pezzi (cinque originali, quattro classici di grandi nomi del jazz quali Gil Evans, Benny Golson, Thelonious Monk e Miles Davis) per una musica capace di virare in mille rivoli, rimanendo costante. Sembra proprio un fascio di luce nella notte: l’immagine scelta per rappresentarla, in questo è perfetta.

Dall’iniziale “Lanes”, che ha dato il titolo al cd con una melodia serena portata avanti da chitarra e tromba, sottile e ficcante tipo un Pino Daniele per certi film di Troisi, a tre classici tra i quali spicca l’onirica e mediterranea rilettura di “Hassan’s Dream” di Benny Golson, dalla soave e acustica “River Avon” alla sorprendente “Spring Mood”, con chitarrina magica e un certo gusto intimista da giovane alternative-rock italico, per finire con il Miles Davis di “Solar”: intenso, magico, classicissimo.

Riletture e originali difficilmente distinguibili, fanno di “Lanes” un disco tra antico e moderno, rendendolo abbastanza unico. Tutto il resto è disco-dance…