Franca ciao!

di Giovanna Donini

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Franca ciao!

La prima volta che ho visto Franca Rame avevo, credo, 24 anni. E’ stato strano, perché l’ho vista prima giù dal palco e, solo dopo qualche mese, sul palco. Di solito accade, esattamente, il contrario. L’ho vista giù dal palco eppure la sua presenza, la sua potenza, la sua bellezza mi è arrivata forte lo stesso, colpendo, subito, cuore, stomaco e cervello.

Ho amato il suo modo di vivere. Di ridere. Di piangere. Di protestare. Di lottare. Di reagire. Di esistere.

Ho amato il suo modo di stare dentro e fuori scena.
Ho amato il suo modo attento e potente di dire e fare tutto quello che ha fatto. Di scrivere. Di recitare. Di amare. E di ricambiare sempre l’amore. Sempre. Nonostante tutto e tutti.

Ho amato follemente questa donna incredibile. E, come me, credo che l’abbiano amata tutti quelli che sono riusciti a vederla, incrociarla, sfiorarla, ammirarla e conoscerla, su e giù dal palco.
Franca aveva cominciato a recitare appena nata: suo padre e sua madre erano teatranti, come teatranti erano i loro antenati.

Franca era bella. Alta, magra, appariscente, una “ragazza che non si può fare a meno di guardare” dirà poi il suo Dario.

Franca era bravissima. Negli Arcangeli non giocano a flipper, oppure interpretando Maria in Mistero Buffo. Ed era meravigliosa soprattutto nelle commedie sulle donne, come Grassa è bello, Quasi per caso una donna, La signora è da buttare, Tutta casa letto e chiesa, scritte da Dario Fo, ma in questo caso soprattutto da lei. Prendeva in giro le debolezze femminili e condannava con intelligente eleganza le aggressività maschili. Aggressività che lei aveva, purtroppo, conosciuto bene il 9 marzo del 1973. Venne sequestrata, a Milano, da un gruppo di fascisti disgraziati ed inutili che volevano colpire il suo impegno politico, lasciare un segno ed interrompere un sogno, ma non ci sono MAI riusciti. Quell’evento violento fu raccontato, sul palco con Stupro. E quel testo è la denuncia più emozionante e vera della violenza maschile contro le donne. 

Invidio tutti quelli che hanno avuto modo di incontrarla e conoscerla. Io non ho mai avuto il coraggio di disturbarla, anche se avrei voluto dirle solo: grazie.
Grazie Franca, grazie.