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Come far cancellare i post dei bulli

di Salvatore Vitellino
| Storie di Smemo | Stop Secret | Sbullizzati | 0 commenti

La storia di Mattia, raccolta dagli operatori di Telefono Azzurro

Vi siete mai chiesti come vivono i genitori una situazione di bullismo che riguarda i figli? Con quale ansia, spavento, difficoltà?
Questa è la storia dei genitori di Mattia. Una storia vera.

Un giorno al servizio di ascolto di Telefono Azzurro arriva la chiamata del signor Carlo, che dice di essere il padre di Mattia, che ha 11 anni.
“So che sono decisamente grande per parlare con Telefono Azzurro, ma ho bisogno di un aiuto per mio figlio Mattia perché si è cacciato in un guaio più grande di lui ed ora non so come aiutarlo. Ci capisco poco di social e, forse anche per questo, mi spaventa quello che sta succedendo”.
Ecco, questa è la prima novità: all’1.96.96 di Telefono Azzurro possono chiamare anche gli adulti, ad esempio, i genitori.

Mettiamoci un attimo nei loro panni. Loro come li vivono i nostri casini? Hanno la ricetta pronta per tutte le situazioni? In realtà, no. Ogni problema nostro è per loro una novità, devono imparare anche loro come risolverlo, perché non gliel’ha mai insegnato nessuno!

Ma torniamo al racconto del signor Carlo. Emerge che suo figlio Mattia si era iscritto da alcuni mesi, all’insaputa e contro il parere dei genitori, a Instagram. E qual era il problema? Che su Instagram veniva minacciato e insultato da due ragazzi, all’apparenza più grandi di un paio di anni. Diceva all’operatrice di Telefono Azzurro: “gli hanno scritto che appena lo vedono al parco del paese lo fanno viola di botte, che lo ammazzano. E tutto per una foto che ha messo su Instagram”.
In pratica, due di 13-14 anni volevano ammazzare di botte uno di 11 anni perché aveva messo online foto della squadra del suo paese, che a lui piaceva, e agli altri no. 
La situazione era degenerata già da un paio di settimane, ma nel timore di dover svelare ai propri genitori di essersi iscritto ad Instagram Mattia aveva taciuto. Finché non ce l’ha fatta più e si è confidato con mamma e papà. Immaginate il loro stupore e dolore: “Mi ha raccontato di aver scaricato l’app per interagire con un compagno di classe, poi si è trovato bene e ha continuato ad usarla. Ha iniziato a caricare foto, ma con quella della partita si è generato un disastro. I commenti che ha ricevuto sono davvero pesanti, personali e il gruppo sembra fomentarsi a vicenda nel commentare una stupidaggine di un ragazzino di undici anni… Mattia aveva solamente scritto sulla foto l’hasthag #invincibilinoimicaperdenticomevoi… Hanno usato la foto come pretesto”.

Mattia aveva taciuto anche per paura dei suoi, perché aveva disubbidito. Ma poi la paura di quegli altri era diventata troppa, al punto da prendere il sopravvento su qualsiasi altro timore.
Le minacce sono cose serie, fanno paura agli adulti, figuriamoci a uno di 11 anni, solo, che deve vedersela con compagni più grandi.

Ecco, a quel punto il papà di Mattia cosa avrebbe dovuto fare? Rintracciare i due bulli e "convincerli" a lasciare in pace Mattia?
Avvertire i loro rispettivi genitori, se riusciva a rintracciarli?
Arrivarci tramite la scuola?

Innanzitutto, è il consiglio che dà l’operatrice di Telefono Azzurro, non deve cancellare i contenuti dal cellulare del figlio e non deve rispondere ad eventuali altre provocazioni o insulti.
Il signor Carlo e la moglie fanno anche emergere che i ragazzi che avevano minacciato su Instagram Mattia si comportavano in modo uguale anche con altri ragazzi del paese, non solo insultandoli nei commenti, ma anche modificando loro foto al fine di ridicolizzarli.
“Cosa posso fare? Ho paura per Mattia, ma anche gli altri ragazzi presi di mira sono piccoli come lui, anche se hanno due anni in più! Magari sono solo dei vigliacchi che se la prendono con i più piccoli, ma Mattia ha gli incubi la notte, non vuole andare a scuola a piedi per paura di incontrarli... teme che altri possano aver visto quello che gli viene scritto su Instagram”.
In questi momenti in cui la preoccupazione è forte non si è mai lucidi, e si vede tutto nero.
L’operatrice aiuta il signor Carlo a distinguere e riflettere su due aspetti: innanzitutto per Mattia non dev’essere stato semplice uscire allo scoperto, perché ha significato per lui vincere il timore di ferire i genitori per averne tradito la fiducia. E questo conflitto di Mattia va rispettato, perché si somma alla paura di essere perseguitato.
Ma anche per i genitori chiedere aiuto è stato faticoso e proprio per questo non devono cadere nella trappola di farlo vivere a Mattia come un rimprovero del tipo “hai visto che succede a disubbidirci? Poi noi dobbiamo mettere a posto i tuoi casini!”

E poi con che armi possono intervenire? Qui, i consigli dell’operatrice di Telefono Azzurro diventano preziosi. Sì, perché ci sono delle mosse concrete, semplici e veloci che si possono mettere in atto in questi casi.
Nel 2017 è stata approvata una legge molto importante contro il cyberbullismo, la Legge n.71/2017, che prevede la procedura di segnalazione dei contenuti offensivi al social network che li ha pubblicati. Una delle novità più grandi della Legge è costituita dalla possibilità, per i ragazzi a partire dai 14 anni di età, di richiedere in autonomia ai gestori dei siti internet, social o ai titolari del trattamento dei dati, che i contenuti dannosi o offensivi vengano oscurati, rimossi o bloccati.
Mattia ha 11 anni e, quindi, in questo caso è stato necessario l’intervento dei suoi genitori. L’operatrice indica ai genitori di Mattia la procedura da seguire per la segnalazione a Instagram, andando a questo link. E spiega loro di dover attendere al massimo 48 ore prima di vedere accolta dallo staff di Instagram, previa valutazione, la propria richiesta.
“E se lo staff di Instagram non rimuove i contenuti entro quelle 48 ore che si fa?” chiede il papà di Mattia.
A quel punto, li informa l’operatrice, c’è la possibilità, fallito il primo step, di compilare il form ospitato sul sito del Garante per la Protezione dei Dati Personali, che ha il potere di procedere, entro le successive 48 ore, alla rimozione dei contenuti offensivi. Questo il link per fare le segnalazioni.
Le persone ancora sanno poco dei poteri di questo ufficio governativo indipendente, che si occupa di controllare che i nostri dati personali non siano usati impropriamente dalle banche, dai gestori telefonici, da qualunque società commerciale, ma anche che nessuno violi la nostra privacy sui social network e ci minacci o insulti. È il Garante l’unico che può imporre ai grandi gestori dei social network di rispettare la Legge.
Il papà e la mamma di Mattia tirano un sospiro di sollievo. Intanto togliamo le minacce online, partiamo da lì: “Grazie, avevamo proprio bisogno di indicazioni molto molto pratiche, certamente vi faremo sapere come va”, dicono all’operatrice che li informa della possibilità per Mattia di chiamare sulla Linea 1.96.96 e/o chattare attraverso la Chat raggiungibile dall’indirizzo http://www.azzurro.it/chat/, qualora avesse voglia di parlare un po’ di come si sente; questo aspetto è altrettanto importante per Telefono Azzurro. “Non credo lo farà, è molto timido e riservato, però proveremo a dirglielo”, dice il papà.

E invece, qualche giorno dopo Mattia ha chiamato l’1.96.96, facendosi riconoscere e dicendo “sono Mattia, quello che ha rischiato grosso con Instagram e con i suoi genitori!” Il nostro era contento perché, ha raccontato, in seguito alla segnalazione dei genitori i contenuti erano stati rimossi, permettendogli così di ritrovare la serenità, di non dover più temere la gogna sul social. “Li ho ancora visti un giorno al parco, ma non mi hanno detto nulla e, anzi, se ne sono andati. Io ho sparso la voce e penso che siano arrivate anche altre segnalazioni. Per me l’importante è che non si vedano più quelle brutte parole su di me in Rete e che possa tornare al parco senza avere paura. Grazie davvero! Vi consiglierò a tutti i miei amici. Potreste però spiegare un po’ di cose su come funzionano i social ai miei genitori?”.

Beh fa parte del gioco delle parti: è frequente fare sempre battute sui genitori imbranati sui social, ma è giusto così…

I genitori di Mattia, così come la maggior parte dei genitori dei nativi digitali, devono sapere che non è mai troppo tardi o troppo difficile comprendere come funziona la vita online, quali sono le opportunità e i rischi, come guidare e proteggere i figli sul web e sui social così come nella vita reale. La Scuola e il territorio organizzano, avvalendosi di esperti sull’argomento – come Telefono Azzurro – momenti di formazione, discussione e confronto utili ad apprendere competenze e strategie educative per accompagnare in sicurezza i “nativi digitali” nella loro vita online.

Per saperne di più

Sbullizzati è realizzata in collaborazione con SOS Il Telefono Azzurro ONLUS, associazione che da oltre trent’anni ascolta ed aiuta bambini e ragazzi in difficoltà. Dal 2015 la linea di ascolto 1.96.96 di Telefono Azzurro -gratuita e sempre attiva- e la chat http://www.azzurro.it/chat/ sono diventate, in collaborazione con il MIUR, anche la Linea Nazionale di Contrasto al fenomeno del bullismo e cyberbullismo. Per informazioni o richieste di aiuto, Telefono Azzurro è disponibile al numero 1.96.96, attraverso la chat http://www.azzurro.it/chat/, o tramite la mail letuedomande@azzurro.it.

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