Giorgia del Mese Nuove emozioni post-ideologiche

di L Alligatore

Recensioni
Giorgia del Mese – Nuove emozioni post-ideologiche

Un album forte, incazzato, con parole chiare e musica impeccabile come possiamo aspettarci dall’artista toscana. Il titolo dice tutto, dice quello che è veramente: un concentrato di emozioni in parole e note, consapevole dell’epoca della morte delle ideologie, ma consapevole anche che questo non vuol dire rassegnazione, anzi … lotta ancora più dura, senza paura.

Giorgia del Mese in dieci canzoni sintetizza questo, senza fare un disco pesante, ma facendone uno pensante. Basta ascoltare il ritornello del pezzo forse più emblematico, “Caro umanesimo” (Caro umanesimo/Caro umanesimo/Ci siamo amati tanto/Inutilmente, e poi Caro umanesimo/Caro umanesimo/Siamo morti tutti/Democraticamente), sciolto post-punk che dice molto. Ma anche altri pezzi hanno testi da mandare a memoria e musica da ascoltare. Penso a “Soltanto tu” quasi beat anni ’60/’70, cantata insieme a Peppe Voltarelli, poi “Lacreme” cantato in napoletano con Francesco di Bella dei 24 Grana, che l’ha scritto, il gran rock “Senza più scuse”, intimista che sale sia nel suono sia nel cantato, e il finale voce/chitarra “La cosa da dire”, patos anche se breve (mi fa pensare a De André, ma non solo lui … sembra un nostro gran classico).

Un cartonato prezioso, bello da toccare e sentirne l’odore. Parole, musica e incazzatura da sostenere, facendole proprie …