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Grazie Grecia! ευχαριστώ

di Veronica Janise Conti
| News | SmemoBanda | 0 commenti

Efcharistó (ευχαριστώ) in greco significa Grazie. Il mio viaggio dopo la maturità.

10LUGLIO Si vaaaaaaaaaa!!!!!! Reggiseno comodo e cappello de pajaaaaa!!! 22 ore di traghetto e adeeos!

Grazie è la parola che ho detto più spesso negli ultimi 18 giorni (oltre a “MA RAGA è BBBELLISSSSIMO!”). Grazie lo abbiamo ripetuto alla donna che appena arrivati al porto di Patrasso c’ha aiutato con la lingua e c’ha indicato dove andare. Il secondo è stato per il tassista che a Pireo c’ha portato in giro per tutta la città in cerca di un posto dove dormire per solo 7 euro, e che poi alla fine ha anche trovato l’hotel più economico. Un grazie immenso l’ho pensato quando ho visto il mare blu più del cielo la notte che siamo arrivati a Naxos in traghetto, con troppe valigie e senza un posto dove dormire e poi in seguito ripeterlo quando quella bella donna di Maria c’ha portati a casa sua, dopo una vera e propria asta con chi offriva il miglior prezzo per un appartamento o una camera da letto (saranno stati in quaranta ad urlarci che la loro stanza era la più bella!). Il dolce che ogni mattina sua madre ci portava in camera, buonissimo, e si per quanto sapeva di medicina anche il succo all’arancia! L’amore messo dentro ad ogni Nescafé frappè, ogni volta più buono in base a quanta passione (e zucchero) usavano per prepararli… come quello della tettona bionda del mulino durante in nostro giro in quad per l’isola, o quello del padrone dell’hotel vuoto e desolato di Apolonas, all’estremo nord di Naxos, sotto la montagna. O meglio ancora quello del barista della stazione di Atene che mentre noi cercavamo di racimolare i soldi per poterci pagare il biglietto di ritorno vendendo i miei disegni c’ha offerto il miglior Nescafé di sempre!!!!!! Grazie alla Pita che costa poco, unico alimento che potevamo permetterci già ad una settimana dalla fine della vacanza… grazie a quei muri bianchi che hanno dentro tutta la poesia di cui avevo fame e bisogno, alle loro porticine blu e alle persiane piene di fiori. A quell’acqua che mi fa impazzire… che dentro ci facevo le capriole per poter guardare il cielo da lì sotto, da lì sotto tutto il mondo. Ai pesciolini che senza paura ogni tanto mi sfioravano le gambe, ai sassi e alle conchiglie, a ogni granello di sabbia o polvere. A Nonna Micena, che c’ha rimpinzati di omelette, patate e polpette, unica cucina aperta e probabilmente funzionante di Koronida, nella parte più alta delle montagne di Naxos, quando le nuvole insistevano per piovere e i nostri quad per poco erano arrivati al distributore di benzina. ef̱charistó̱ a tutte le capre e i muli lungo le strade, ai motociclisti che salutavi con la mano o col sorriso. A quelli che “kalispéra” e loro con sguardo divertito “kalinýchta”. Alla notte in tenda vicino al mare in burrasca. Ai gatti pulciosi e arancioni che aumentavano non si sa come la bellezza di quei posti. Al tipo che caricate le valigie in macchina c’ha portato, guidando come un ppppaazzo e facendo rischiare le penne a tutti e ripetendo solo “Italia mafia Berlusconi galera mafia”, nell’appartamento fighissimo dove abbiamo potuto cucinare la pasta!!!! A sua moglie che ci portava sempre le verdure dal campo e che non spiccicava una parola di inglese ma che almeno ora ha imparato che Bye significa addio. O arrivederci. A Monastiri e la sua spiaggia bellissima. Fare i tuffi e guardare il mare da sotto senza maschera per poi risalire e rifarlo. Al Capitano Ben e al suo umorismo inglese. Ma soprattutto ai suoi Souvlaki e la sua insalata greca. Fare i tuffi dalla barca. Entrare nelle grotte buie e guardare sotto con la maschera e non vedere niente. Ma anche alla grotta di Zeus, scalare la montagna, avere tutto il mondo sotto. Le vie strette di Paros, i suoi negozietti. Il piccolo porto di pescatori, il tramonto che lì è così bello e… Bellissimo! Efcharistó soprattutto a quei due pazzi che hanno sopportato il mio disordine, le mie sclerate... Che sarebbe stato senza di loro? Svegliarli quando da dietro le isole in lontananza le albe più belle sorgevano ed insistere perché uscissero a vederle. Costringerli a buttarsi nell’acqua gelata, costringerli a sopportare le mie voglie i miei “guarda che bello sto tramonto”. I baci, la crema dopo il sole, i massaggi, le litigate, i miei urli, il solletico, le partite a carte di notte. La nostra musica. Niente sarebbe davvero così bello senza quei due pazzi dei miei amori.
Efcharistó belli miei. Grazie.

WE CAN BE HEROES, JUST FOR ONE DAY,
WE CAN BE US, JUST FOR ONE DAY.
foto by Veronica

grecia
grazie
Maturità
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