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Ho scritto a un colpo di fulmine...

di Alessia Gemma
| News | 0 commenti

"Ciao. Lunedì ci siamo incontrati in metropolitana. Siamo saliti a Rogoredo alle 8.20 e tu sei scesa a Duomo. Avevi i capelli raccolti in una coda e lo zaino Umbro. Sono quello che ha soccorso una donna svenuta (che effetto che faccio!). Ti prego, contattami via mail colpodifulminerogoredo@gmail.com"

Il 6 marzo il cartello comparso alla fermata metro Rogoredo, a Milano, ha fatto il giro del web, compresa Smemo (leggete i vostri commenti sull'amore!). Non ero io lei ma gli ho scritto, per arrivare prima de Il Post, di Groupon, convinta che fosse un fake, una pubblicità (Umbro? Ecco, vedi?), una presa per il culo, non proprio fame ma più voglia di un mi piace... Siamo pur sempre nella città della pubblicità, c'è poco da fidarsi dei colpi di fulmine con tanto di email. Si fa questo e altro per sopravvivere al logorio di 'sta vita moderna. Lui (lei? Loro?...) mi ha risposto in poche ore "ahahahah ok, contattami fra qualche giorno che altrimenti mi dimentico! :D". Gli chiedevo nome, cognome e foto per un'intervista. Non me li ha dati. Mi ha ricontattato solo oggi, una settimana dopo, dove mi segnala che gli sono arrivate risposte divertentissime che mi manderà e che ha aperto un blog. Niente nome, niente foto, niente più. Poi il link al manifesto del suo colpo di fulmine:

"Non è che poi abbia troppa voglia  di scrivere, ma il WE appena passato mi ha dato modo di pensare tanto.
Ho avuto tempo libero e animo sereno, non ho acceso il computer, ho letto tanto e non ho incontrato nessuno in metropolitana per cui perdere la testa. È stato un buon weekend.

Ho letto tutte le vostre mail, anche quelle (poche) alle quali non ho risposto. Ho sorriso, tanto. Anche leggendo quelle (pochissime) piene di insulti. Leggere i messaggi spensierati e lievi di persone sconosciute, ma con un animo affine al tuo, ti riempie i giorni di speranza. Sapere di aver fatto sorridere per un attimo così tanti impiegati, studenti, mamme, bambini, famiglie e sognatori è un’avventura che auguro a tutti, e vale da sola il prezzo di una vita.

Alcuni di voi (tanti) mi hanno chiesto se sono un “fake”, un’agenzia di comunicazione, una campagna teasing o qualcosa del genere.
No, nulla di tutto questo. E poi cosa dovrei vendervi, l’amore? Al massimo sono uno un po’ fesso, ma fessi con la testa tra le nuvole ce ne sono e ce ne saranno sempre vivaddio. Sono quelli che si dimenticano di ciò che hanno vergogna a fare, che ti sorridono in metropolitana, che ti fermano perché persi nelle piccole onde dei tuoi capelli. Quelli che a volte si siedono accanto a te e te ne accorgi, ma li ignori. Troppi dubbi, troppe storie, troppi “chissà chi è”, “non funzionerebbe mai”, “magari è un pazzo”, “magari ha il culo basso”.

Scuse.

Tante scuse che ci diamo, che restiamo lì a costruire, immaginare. Quel giorno in metropolitana anche io mi sono dato scuse. Ho perso troppo tempo a immaginare, e invece di dirle “Ciao, come ti chiami?”, oppure “visto che effetto faccio alle donne???”, l’ho solo pensato. La vita è quella cosa che succede mentre stai fermo a immaginarla. A me ha fatto malissimo, avevo una ferita aperta tra i pensieri, una nota di mancata appartenenza, una strada non presa che continuava a ossessionarmi e che mi ha fatto fare qualcosa di inaspettato. Perché quel sentiero sembrava bello, perché “magari ne vale la pena”, magari “funzionerebbe”, magari “è pazza… come me”.

Lo so, lo so, volete sapere se l’ho trovata.

Mmm… forse non ve lo dico. Scrivo e cancello, ma più ci penso più credo che la cosa migliore sia lasciarvi un po’ sognare, lasciarvi leggeri, liberi di immaginare a modo vostro, di riempire la mia storia con i vostri sogni.

Io ve la regalo per un po’, diciamo fino al prossimo post."

MAH! SECONDO ME è UNA DONNA... SECONDO TE?

Ho stabilito una taglia di una Smemo a chi mi svelerà il mistero (la signora svenuta per esempio, lo ha visto in faccia? Signora svenuuuuuuutaaaaaaaaaa, batti un colpo)

 

Per saperne di più

Il blog

amore

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