Hysteria L’eccitante invenzione del vibratore

di Alessia Gemma

Recensioni
Hysteria – L’eccitante invenzione del vibratore

– Che è un film che parla della nascita del vibratore e della morte dell’isteria. Più o meno.

– Che è veramente veramente strano, ma ancora una volta aveva ragione Zucchero: “solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall’azione cattolica”.

– Che ho sofferto per amore, ma mai per un vibratore.

– Che mai mai mai innamorarsi di un vibratore: con lui è solo sesso.

– Che aveva ragione quella mia amica quando ciancicando un chewing gum mi disse: “Alè, l’aggettivo isterica ha una connotazione uterina (infatti di solito lo si appioppa a una donna rompiballe o a un gay pazza), quindi se una donna mi dice che sono isterica è un dato di fatto, se me lo dice un uomo è ignorante maschilismo che va punito con l’arma dello snobismo”.

– Che però il medico a volte, proprio in casi gravi, dovrebbe prescriverci del sesso sicuro e le farmacie vendercelo.

– Che finché ci sarà gente in sala , tanta, che si fa degli isterici (appunto), maliziosi e pure divertiti risolini su scenette di un vibratore che vibra, non ci libereremo mai di Comunione e Liberazione.

– Che il primo vibratore faceva un gran rumore e non risolveva il problema di dover essere in due per divertirsi.

– Che l’orgasmo era problematico nell’800, soprattutto perché lo chiamavano “parossismo”.

– Che la donna impegnata di sinistra, anche nell’800, è sempre rappresentata un po’ sciattona e con una sciarpa di lana fatta a mano come quelle degli anni ’70 e come quella della mia amica che ciancicava chewing gum.

– Che se fino al 1952 eri una donna imprevedibile, grintosa, focosa, instabile, intensa e emotiva eri giudicata isterica. Rendiamoci dunque conto che il 69% di noi donzelle moderne e il 100% delle napoletane sarebbe finito in un manicomio criminale.

– Che verso la fine il film dichiara che “l’isteria non esiste e che le donne che credono di soffrirne sono solo insoddisfatte”, ma in realtà a un buon osservatore viene già il dubbio dalle prime scene: le pazienti del medico che cura con il massaggio della vulva l’isteria, sono tutte anziane capricciosette.

– Che la verità oggi è una sola: una donna diventa e ha tutto il diritto di diventare isterica, nel senso di sferrare un pugno, solo e soltanto quando il suo interlocutore le dice “non fare l’isterica”.

– Quello che proprio non ho capitò è come mai la coppia di vecchietti seduta davanti a me stasera abbia scelto proprio questo film…

PS: per dovere d’inchiesta, tornata a casa, ho cercato un’App sul mio Aifon che avesse a che fare con i vibratori. Ovviamente esiste: iBrate. In realtà non trasforma il tuo Aifon in un vibratore, come millanta, ma fa l’effetto di una chiamata insistente al tuo sesso, che però non risponde perché è in riunione e ha messo vibrazione.