I lavori del futuro, ma non quelli che pensi

di La Redazione

Storie di Smemo
I lavori del futuro, ma non quelli che pensi

Da bambini pensavamo tutti a qualcosa con le astronavi e lo spazio infinito. Poi siamo cresciuti, ma se pensiamo alle parole “lavoro” e “futuro“, ancora oggi ci viene in mente, per prima cosa, la tecnologia. E invece capita che il lavoro del futuro potrebbe essere molto più low-tech. Ci sono uomini che hanno guardato verso il futuro, ad esempio, e hanno visto le lasagne della mamma.

Come Nicola (Nick) Difino, che fa il food hacker. Si capisce? Forse no, ma il senso è che Nick cerca di sovvertire – per il bene comune – tutti i meccanismi legati alla produzione alimentare. Commercio, consumo e qualità: tutto quanto, ma diverso.

Mr. Save the Wall, invece, ha visto l’arte. Fa lo street artist, ma non dipinge su muri che non siano stati preventivamente autorizzati, invece attacca le sue opere con del nastro adesivo. Nel mondo dell’arte è stato notato dopo che alcuni passanti avevano iniziato a strappare le sue opere per incorniciarle.


 
Altri hanno visto qualche scaraffone. Sono i ragazzi di addENTO, che fanno insect farming. Che significa allevare insetti, esatto. Ma non solamente per portarci verso un futuro in cui sarà normale passeggiare per strada sgranocchiando scorpioni fritti: gli insetti serviranno anche per prevenire o combattere le malattie delle piante, per bonificare e migliorare i terreni agricoli e le acque.

Questi tre ce li hanno raccontati i nostri amici del Future Job Festival, che hanno costruito il primo festival (mai visto/sentito) che racconta cosa faremo da grandi. Molte altre le scopriremo a Grazzano Visconti, in provincia di Piacenza, ad ottobre. Noi ci saremo, voi?