Il mistero di Moorfields 4

di Isabella Colic

Storie di Smemo
Il mistero di Moorfields 4

 

CAPITOLO 4

 

Quando mise piede nella radura, Herald capì subito di essere arrivato nel posto giusto. Gli alberi alle sue spalle si interrompevano bruscamente lasciando che lo sguardo si aprisse su uno spazzo erboso delimitato dai nastri della polizia.
Sull’erba erano contrassegnati i punti in cui erano stati rinvenuti i cadaveri dei ragazzi.

Ma niente di tutto questo lo interessò in un primo momento.
Dapprima… fu un odore a colpirlo. Odore di bruciato e di cenere.
E poi, lo vide. Un albero nero e rinsecchito languiva ai margini della radura. Un rampicante rosso si contorceva attorno al suo tronco, come un fuoco pronto ad incenerire quei rami tra le sue spire. Era lo stesso colore fiammeggiante che aveva marchiato la pelle delle tre vittime.

Herald superò i nastri e andò ad accovacciarsi accanto all’albero nero. Il terreno attorno alle sue radici era grigio. Appoggiò la valigia, che portava sempre con sé, e l’aprì con un semplice gesto. Raccolse un po’ del terriccio in una provetta di vetro e vi versò dentro un liquido giallastro. Il terreno si colorò immediatamente di rosso porpora e si dissolse in una soluzione dalla consistenza sanguigna.

Morgue sospirò. “Sciocchi ragazzi. Se solo avessero saputo di trovarsi nel posto sbagliato nel peggior momento possibile.”
In quel momento Kimi, che era rimasta al suo fianco per tutto il tempo, iniziò a uggiolare e a guaire, la pelliccia ritta. Una ventata di freddo improvviso scompigliò l’impermeabile dell’uomo.
Si voltò immediatamente solo per scorgere un figuro dall’altra parte della radura. Pareva un’ombra tra le ombre e l’aria intorno a lui sembrava esser risucchiata verso profondità sconosciute.
Kimi iniziò ad abbaiare furiosamente. Herald si alzò in piedi. “So che cosa sei e so che cosa hai fatto. Non voglio usare le maniere forti nei tuoi confronti, ma se continuerai ad uccidere non avrò altra scelta.”
La creatura allampanata rise, un suono a dir poco agghiacciante. E poi, così come era apparsa, svanì nel nulla, lasciandosi dietro un odore di bruciato.

(Illustrazione di Marco Zambelli)

Herald recuperò la valigia, fece un cenno alla volpe e insieme ripercorsero rapidamente tutta la strada a ritroso.
Una volta di ritorno a Moorfields, ormai a sera inoltrata, si diresse verso la stazione di polizia. Entrò e, cercando di apparire calmo e composto, disse:”Dov’è il sergente Olliver? Ho assolutamente bisogno di parlargli.”
“Riguardo a cosa?” domandò il poliziotto all’entrata.
“Riguardo agli omicidi.”

 

(4-Continua)