Il mistero di Moorfields 8

di Isabella Colic

Storie di Smemo
Il mistero di Moorfields 8

 

CAPITOLO 8

La luna brillava alta nel cielo, inondando la radura di una luce color latte, mentre gli alberi circostanti apparivano ancora più neri e contorti. Il rampicante rosso brillava delle sfumature del sangue incrostato mentre Herald Morgue tracciava un cerchio intorno all’albero scuro e accartocciato. Aiutandosi con un bastone, tracciò dei simboli nel suolo bruno e morbido, mormorando qualcosa fra sé e sé.

Il sergente Olliver lo guardava dal limitare dello spiazzo, appoggiato ad un tronco, le braccia conserte. Poi, Morgue, sempre sussurrando parole incomprensibili, sollevò le tre ciocche di capelli appartenuti alle vittime e le lasciò cadere al centro del cerchio. Alzò un braccio, pronto a rovesciare un liquido da una provetta quando udì un fragoroso vociare avvicinarsi rapidamente.

Kimi, allarmata, iniziò ad abbaiare con un suono acuto e penetrante. Luci apparvero tra i tronchi e le voci si fecero ancora più forti. Morgue era immobile e Olliver aveva già estratto la pistola mentre indietreggiava verso il cerchio.

“Fermatevi, Sergente. Il cerchio non deve essere distrutto.” intimò il Cercatore.
Fu allora che sciamarono nella radura. Gli abitanti di Moorfields, armati di mazze, forconi, fucili e torce, come se fossero usciti da una storia di streghe e diavoli.
“Eccolo! È lui! È lui l’uomo che ha ucciso i nostri ragazzi!”
Morgue sgranò gli occhi e alzò le mani. “Cosa andate dicendo?”
“È stato lui. È uno stregone e ha incantato anche il sergente Olliver!” urlò una donna.
Il sergente lanciò un’occhiata a Morgue. Poi, levò la pistola e la posò a terra prima di avvicinarsi alla folla inferocita.
“Signori. Tutto questo è solo un grosso malinteso. Non è stato Mr Morgue a uccidere i tre ragazzi, ma un essere ben più pericoloso e terribile. È per questo che siamo qui. Per sconfiggere quella creatura.”
“Non vi lasceremo certo fare riti satanici nei nostri boschi! Neanche se è la polizia a chiedercelo!” strillò un uomo in prima fila armato di fucile.
A quel punto, Morgue affiancò il sergente, Kimi che latrava alle sue spalle. “Signori, so che tutto questo vi sembrerà assurdo ma c’è un’Ombra, un mostro che infesta questi luoghi e se non ci lasciate fare, saranno guai seri per tutti.”
“E voi credete che staremo a guardare mentre il pazzo che ha ucciso la mia bambina evoca bestie dall’oltretomba per ucciderci tutti?” abbaiò il paesano, caricando il fucile e puntandolo contro Morgue. Olliver gli si piazzò davanti, recuperando la pistola, pronto a far fuoco.

E poi… la udirono tutti. Una risata. Acuta. Agghiacciante. Il freddo scese sulla radura e le ombre si allungarono.
I paesani si zittirono e guardarono verso un punto tra gli alberi, alle spalle dei due uomini, gli occhi sgranati.
Herald si girò, lentamente. E la vide. Nera e immensa e orribile.
L’Ombra era arrivata.

(Illustrazione di Marco Zambelli)

(8-Continua)