Il mistero di Moorfields 9

di Isabella Colic

Storie di Smemo
Il mistero di Moorfields 9

 

CAPITOLO 9

La risata dell’Ombra riecheggiò per tutta la foresta, spandendosi come le ali di un uccello gigantesco pronto a piombare sugli sfortunati paesani, che ora erano immobilizzati dal panico.
Herald Morgue si voltò, pronto a fronteggiare la creatura. Il rito di evocazione ora era ormai inutile, ma doveva fare il possibile per attirare l’Ombra all’interno del cerchio. In mano teneva ancora la provetta con il liquido che avrebbe dovuto rovesciare sulle ciocche di capelli.

 

Kimi ringhiava al suo fianco, i denti scoperti. Il sergente Olliver aveva già puntato la pistola verso l’Ombra che incedeva lenta verso di loro, pronto a far fuoco.
Prima che uno dei due uomini potesse fare alcunché, si udì un grido e uno sparo fragoroso. Il paesano con il fucile aveva fatto partire un colpo verso l’Ombra.
Essa, allora, si fermò, contemplò quel foro che l’aveva attraversata da parte a parte senza causarle né dolore né ferite. I suoi tessuti oscuri si ricompattarono immediatamente e a quel punto, con un sibilo indiavolato, l’essere si gettò sull’uomo avvolgendolo tra le sue spire e devastandone il corpo con furia animale, prima di lasciarlo ricadere a terra completamente sfigurato.

 

Gli abitanti di Moorfields, inorriditi, iniziarono a correre nelle direzioni più disparate gridando e incespicando. Morgue aveva solo una manciata di istanti per prendere una decisione. Rovesciò il liquido sui capelli abbandonati al suolo, i quali presero immediatamente fuoco. Fiamme azzurre danzarono verso il cielo stellato.

 

L’Ombra, che stava già per attaccare una giovane donna, si girò all’improvviso, lo sguardo inesistente puntato sul Cercatore. Con uno stridio gli si gettò addosso e, un secondo prima che la sua bocca orrenda gli calasse sul viso, Morgue indietreggiò all’interno del cerchio, pregando di non cancellare nessuno dei simboli tracciati, e l’Ombra si ritrovò improvvisamente bloccata. Incapace di muoversi, fu presto raggiunta dal fuoco blu evocato da Morgue, il quale iniziò a cantilenare una litania oscura e inquietante.
-Sergente, ora!- gridò infine. Olliver lasciò la pistola ed estrasse una scatola di fiammiferi. Ne accese uno e lo lanciò verso l’albero nero e il rampicante rosso. Lingue roventi avvolsero il tronco ritorto in pochi attimi e l’Ombra strillò, mentre il cerchio si illuminava di rosso e si restringeva sempre di più fino ad inghiottirne la terribile figura.

 

E poi… calò il silenzio. La luna brillava e la radura era vuota. Erano fuggiti tutti e a tratti si udivano ancora voci spaventate in lontananza.
Olliver era pallido come un lenzuolo e aveva il fiato corto. Lui e Morgue si guardarono.
-Scommetto che ora tutta Moorfields crede all’esistenza di creature simili.- disse il sergente, prima di svenire.

(9-Continua)