Indomite

di Alessia Gemma

Recensioni
Indomite

Che siano indomite, ragazze ribelli o piccole donne, il comune denominatore è che sono donne. Donne tra gli uomini, donne in assoluto. E che quindi, non abbiamo ancora capito bene perché, devono dimostrare sempre un po’ di più.

Queste sono le prime 15 storie scoperte, scritte e disegnate dalla fumettista e blogger francese Pénélope Bagieu. Esce oggi, l’Otto Marzo, in Italia e poi in un sacco di altri posti, il primo volume di Indomite, 15 biografie che parlano di scelte e gesta straordinarie o molto particolari di persone sconosciute. Molte di loro non sono considerate delle eroine, per questo sono ancora più forti. Non sono Marie Curie, non sono Giovanna d’Arco, ma donne che sono riuscite a fare di testa loro, a volte a fatica, a volte con molta facilità, dimostrando che si può fare.

C’è la storia di Thérèse Clerc (nel secondo volume però!) per esempio (sfido chi ne ha mai sentito parlare a palesarsi), militante femminista francese che ha lottato per l’aborto e la contraccezione. Nella traduzione di Indomite per la Polonia hanno chiesto a Pénélope di tagliare questa storia. Ovviamente la storia ci sarà anche nel libro polacco! Negli Stati Uniti invece Pénélope ha dovuto coprire i capezzoli di Joséphine Baker (come se gli uomini non fossero capezzoli muniti!).

Clémentine DelaitO ancora la storia vera della donna barbuta, Clémentine Delait, che fece del suo difetto, un grande e molto antiestetico barbone sul viso, la sua grandissima forza e particolarità, insegnandoci che dove non arrivi con il corpo puoi arrivare meglio con la testa!

Nel raccontare queste gesta Pénélope ha pensato ad un pubblico molto giovane, non solo femminile ma di ogni genere, che potesse meravigliarsi davanti alla normalità.

Consiglio questo libro perché è poetico nel tratto, intelligente nelle scelte delle storie, grazioso negli intervalli tra una storia e l’altra (doppie pagine strabilianti). Lo consiglio perché credo sia importante cercare di dare normalità a imprese che sembrano ancora eccezionali solo perché fatte da donne, lo consiglio perché non è retorico né scontato parlare ancora e sempre di donne, soprattutto agli uomini che ancora ci conoscono molto poco.

Lo consiglio perché sarebbe bello che queste sconosciute potessero diventare le storie di tutti, senza più distinzioni di genere.