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Killer is dead

di Michele R. Serra
| News | Videogiochi | Da giocare | 0 commenti

Tutto bene, finché non devi portar fuori la ragazza

Grasshopper Manufacture

Killer is Dead

Xbox 360, PS3

"Se vogliamo portare i videogame nel campo dell'arte, non basta più fare giochi realistici. Dobbiamo seguire nuove strade, superare le frontiere e creare titoli rivoluzionari che vadano oltre lo status quo."

Dice cose così, il giapponese Goichi Suda. 45 anni, ma è facile vederlo in giro vestito con giacche di pelle rosse e magliettine nere dei Joy Division (oppure con una katana, vedi fotografia qui sotto). Da almeno venti di questi anni il suo lavoro è fare videogame, ma non è il tipo che ama la roba tradizionale: lui è un game designer il cui principale interesse è fare giochi diversi dagli altri. Non tanto dal punto di vista della meccanica di gioco, quanto nello stile, che deve essere folle e sopra le righe, e citazionista e strano. Ne ha fatti vari di giochi così, tra i quali alcuni cult totali tipo No More Heroes, che aveva come protagonista un otaku, il tipico nerd appassionato di manga, che diventava un assassino. No, giusto per farvi capire che tipo è il buon Suda. Uno dei pochi game designer di cui conosciamo il nome, e già questo significa qualcosa. Comunque. l'ultimo gioco di Goichi Suda si intitola Killer is Dead. Quindi, assassini, morte. Wow.


In Killer is Dead l'assurdo inizia subito dal fatto che vi chiamate Mondo Zappa. Nel senso: è il nome del protagonista. Di un videogame giapponese. Non è stato tradotto in italiano, era così già in originale. Comunque, al di là del nome. Mondo Zappa non ricorda niente del suo passato e soprattutto ha un enorme braccio robotico con il quale può fare varie cose, tipo - indovinate un po' - sparare, il tutto mentre con l'altra mano brandisce una gigantesca katana.
Perché tutto questo arsenale? Perché Mondo Zappa è un assassino su commissione. Quindi probabilmente avete già capito che tipo di gioco è Killer is Dead: 13 livelli, 13 missioni, 13 obbiettivi da portare a casa dentro un sacco nero.

Detta così sembra la solita tamarrata. Dove sta la stranezza di cui si parlava? Ovviamente nello stile, gtrafico e narrativo: tutto è dark, luccicante, inquietante, bizzarro. Dovete uccidere gente tipo un ladro di orecchie. Davvero. E tra una missione e l'altra dovete pure vedervi con delle tipe.

Gigolo mission le chiamano, tanto per mettere in chiaro le cose. Fondamentalmente si tratta di uscire a bere con delle ragazze, e convincerle a venire a letto con voi. In questo modo otterrete armi e potenziamenti. Ora, io non ho niente contro la roba sexy, però queste missioni sono veramente noiose. Funziona così: con un tasto spostate lo sguardo, così potete guardare la tipa dritta negli occhi (oppure dritta un po' più in basso quando lei distoglie lo sguardo). Una volta eseguiti questi giochi di sguardi, potete farle un regalo, che a quel punto la convince ad invitarvi a casa. Fine.

Non voglio neanche stare a dire che è un'idea tremendamente sessista, retrograda e tutto. Quello può anche non importare. Il fatto è che è veramente noioso.

Ed è un peccato, perché il resto di Killer is Dead è abbastanza folle ed eccessivo da farci quasi pensare che forse Goichi Suda è davvero il Quentin Tarantino dei videogiochi. Forse.

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