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Kong - Skull Island

di Michele R. Serra
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Scimmia NON nuda, che NON balla

Jordan Vogt-Roberts

Kong - Skull Island

Warner Bros.

Noi lo sappiamo bene, che i mostri esistono. Perché noi abbiamo già visto un sacco di film di King Kong, e un sacco di film di Godzilla, e un sacco di film di altri mostri.

Il problema è che i personaggi dei film, invece, non si rendono mai conto che i mostri esistono davvero fino a che non è troppo tardi. Cioè, prendete questo Kong - Skull Island: glielo vorresti dire, ai protagonisti, che se vai nell’isola-inesplorata-tutta-avvolta-nella-nebbia, tipo Triangolo delle Bermuda... bè te lo dovresti aspettare, di trovarci qualche mostro. E invece qui i militari si fanno sorprendere, come al solito, dalla scimmia gigante/assassina. Vabbè.

Rimane il fatto che noialtri che andiamo spesso al cinema, più o meno sappiamo cosa aspettarci da questo film (che per inciso non ha nessuna connessione con l’ultimo remake di King Kong, quello di Peter Jackson). Giusto per riassumere un po’ di trama: questa volta siamo negli anni Settanta, e un gruppo di soldati americani, prima di ritirarsi dal Vietnam (come sapete la guerra non è andata molto bene), devono portare a termine un’ultima missione: scortare un gruppo di scienziati per alcune ricerche sulla sopra citata isola inesplorata. Rispetto alla guerra sembrerebbe anche una missione facile, e invece, insomma... potete immaginarvi come va a finire.
Ruggiti, artigli, pugni giganti, cose così.

Che è, appunto, un po' prevedibile. Nonostante l'ironia che ci mette dentro il regista, e nonostante attori di alto lignaggio come John Goodman e Tom Hiddleston e Samuel Jackson. Ma anche nonostante gli effetti speciali costosissimi, che si sono mangiati buona parte del budget mostruoso di questo film da 200 milioncini di dollari. Nonostante tutte queste cose, alla fine il film è prevedibile. Come se i produttori si fossero preoccupati che non ci fosse neanche un pelo fuori posto, niente di un po' strano o inaspettato, niente che potesse confondere lo spettatore medio: si sa, lo spettatore medio è un po’ scemo, e se non fai tutto come si aspetta, quello non capisce, ci rimane male. Ecco, io personalmente preferirei che non ci trattassero necessariamente come degli scemi. Ma è una mia opinione personale, eh.

Ci sono un paio di scene che valgono la pena, è vero. Ma per il resto si tratta di un minestrone che, per quanto ben riscaldato, rimane comunque precotto. Come quegli hamburger dei fast food che hanno sempre lo stesso sapore in qualsiasi epoca e in qualsiasi parte del mondo: possono anche piacere, ma non è che siano molto eccitanti. Poi ovviamente è una questione di gusti. L’unica nota positiva è che questo film serve a preparare Kong Vs. Godzilla che dovrebbe uscire nel 2020. Ho già in tasca il biglietto.

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