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La mafia uccide solo d'estate

di Alessia Gemma
| News | Cinema e Tv | Quello che ho capito io | 0 commenti

Quello che ho capito io del film La mafia uccide solo d'estate di Pif è:

Che:  “Ma la mafia ucciderà anche noi?” “Tranquillo. Ora siamo d'inverno. La mafia uccide solo d'estate.” è finzione scenica.

Che il film non c’entra niente con il libro di Angelino Alfano, “La mafia uccide solo d’estate” casualmente edito Mondadori, casualmente promosso sul sito del PDL…

Che il protagonista si chiama Arturo ed è un bambino innamorato. Curiosita: anche il mio primo amichetto maschio si chiamava Arturo e io gli urlavo dalle scale “Atturo, lo stronzo del futuro”. Chiedetelo a mamma.

Che sfido chiunque a dimenticare il primo amore.

Che sfido chiunque a dimenticare la prima grande delusione che la vita ti dà. Soprattutto se confidavi in Giulio Andreotti.

Che sfido chiunque a non avere schifo per la mafia. Non paura, schifo.

Che "Andreotti era amico degli amici", pure un bambino lo sa.

Che questo film racconta la storia di tutti noi.

Che se una storia schifosa la racconti in modo molto semplice attraverso un bambino riesce a fare ancora più schifo. Il tema trattato in questo film da Pif fa schifissimo, quindi è un capolavoro.

Che davanti a me al cinema c'era un gruppo di ragazzi tra i 20 e i 25 anni e sulle immagini vere dei funerali veri di Dalla Chiesa vero lei ha chiesto "ma è una storia vera?". Vero.

Che ora so per certo che almeno una ragazza in più sa che la mafia che uccide è una storia vera.

Che è la storia d'amore grande di Pif per Palermo.

Che per quanto puoi caratterizzare ottusi i vari Totò Riina, resteranno sempre e solo dei criminali.

Che quando Arturo, il protagonista del film dice: “Quando sono diventato padre ho capito due cose: la prima che avrei dovuto difendere mio figlio dalla malvagità del mondo, la seconda che avrei dovuto insegnarli a distinguerla.” prepara il fazzoletto.

Che fatelo vedere nelle scuole, per favore.

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Cristiana Capotondi

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