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La Matematica spiegata ai tamarri

di Antonello Taurino
| News | Scuole superiori | S-COOL! | 0 commenti

Le lezioni di un comico messo a fare il prof...

-“Prof, un pezzo sulla matematica ci vuole!...”

-“Non lo so, non saprei come inserirmi nel dibattito tra euclidei e post-euclidei...”

-“Ma che dibattito e dibattito, prof, la matematica non è un pignone!”

 

Matematica, scienza dell’eterna certezza. Se Pessoa diceva che “il binomio di Newton è bello come la Venere di Milo, peccato che molte meno persone se ne accorgano”, io più semplicemente mi chiedo come mai in un mondo costruito sull’effimero, dominato dall’insicurezza e strutturato sul mutabile, la matematica non abbia giovato per contrasto d’un illimitato aumento di credito. Come è possibile che non sia diventata il consolatorio sapere-rifugio dei nostri tempi? Cambiano sempre più velocemente presentatori a Sanremo, allenatori dell’Inter, fidanzati di Belen, social Networks, rockstars schiattate, ma… 2+2 farà sempre 4! Wow! Sento già odore di coperta di Linus.

Un film molto particolare (e che consiglio se non lo conoscete già) “Una magia saracena”, mi ha ricordato ciò che diceva al Liceo il mio prof: Anche la Matematica può essere divertente. E poi, citando non so chi, aggiungeva che “la Matematica è l’unica cosa di cui domattina potremmo continuare ad occuparci quand’anche l’intero universo non ci fosse più”. Era un mastino ipersensibile: una volta, durante un’interrogazione, avendo erroneamente semplificato un calcolo, mi venne fuori una frazione “3/0”. Prese ad urlare neanche gli avessi versato addosso olio bollente: “No!! Non si può fare! È vietato!!!”. E non capendo neanche bene perché non si poteva, passai i cinque anni di Liceo ossessionato dalla tentazione di entrare quatto quatto in una classe.. magari vuota.. di pomeriggio… e incidere ribelle sulla lavagna, novello Prometeo, “3/0”. Che poi veniva “Infinito”, ma il punto è che tu puoi pure creare un gruppo Facebook chiamato “ISIS” con l’evento “Domani Serata Esplosiva: chi viene?” e non ti caga nessuno… ma se scrivi 3/0, ne risente la fedina penale. Boh..

Solito discorso: anche se te la spiegasse Einstein, a quell’età ci sono argomenti che interessano più della fisica e della matematica. Lo so, ci sono passato. Per restare a Newton, a 16 anni anch’io sentivo che c’era qualcosa che esercitava su di me una spinta trainante vettorialmente superiore alla forza propulsiva del proverbiale carro di bovini. Ed ero uno dei più seri.

Quindi, secondo me, renderemmo un ottimo servigio a fisica e matematica se, per spiegare i teoremi e le formule più complicate, usassimo lessico o esempi presi proprio da quel gergo ormonale. Sì, basta ipocrisia, tanto ho le prove che siete già in tanti a farlo (mese scorso una prof riguardo alle coniche mi ha mandato la sua personale spiegazione del “Kamasutra della Parabola”, anche se non ci ho capito molto… del kamasutra, ovvio, non della parabola). Va da sé: si salta a piè pari la parte dei buchi neri, o quella del seno e coseno, ma per diretta ispirazione da un blog che dovrebbe essere obbligatorio nelle scuole, “L’arte spiegata ai truzzi” http://lartespiegataaitruzzi.tumblr.com/ e https://www.facebook.com/LArteSpiegataAiTruzzi/), azzardo pure io a parla’ come loro, alla Trilussa. Scusandomi in anticipo per il romanesco da arresto, peggio di 3/0.

Allora.. che te posso dì’... alla base de tutto er pensiero logico-matematico ce sta ‘er Principio de non contraddizione. Che secondo Aristotele se può sintetizza’ n’a formula A=A. Cioè, ‘nsomma, è impossibile che n’affermazione sia ar tempo stesso vera e falsa, o che ‘na persona dice prima ‘na cosa e subito dopo er contrario. Diceva Aristotele, che però me pare chiaro che non c’ha mai avuto a che fa’ co’ ‘a solita pischella stronza che prima dice ‘na cosa e poi n’artra, e poi fa ‘na cosa che non è né una né l’artra… Dovemo da aspettà Oscar Wilde per ave’ na formulazione più precisa de ‘sto principio: “Non contraddire mai una donna, aspetta che sia lei a farlo da sola”.

Comunque, da ‘sto assunto basilare A=A der pensiero occidentale, me deriva, eccallà, due importantissimi principi. Er primo è quello di identità o d’a proprietà commutativa, secondo cui se

A=B,

ne segue anche che

B=A: detto anche dagli studiosi “Teorema der Grazie ar cazzo”.

Ma segue pure ‘a proprietà transitiva, secondo cui

se A=B, e  B=C, se ne deduce che A=C.

Anche se, in tutto questo, m’hanno detto, B ce resta un po’ de mmerda, come a dì’ “Vabbè, ‘un c’avete più bisogno de me… Che, ve devo regge’ er moccolo?” ‘Nsomma, rosica un pochetto..

Passiamo a’e Scienze, ma restiamo a‘a proprietà transitiva, perché ‘mò ve chiedo de facce attenzione. Na vorta successe dentro na scola d‘a Prenestina che i pischelli alla prima ora c’avevano religione, e il proffe prete je disse che “l’uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio”. Vabbè. Seconda ora: c’avevano Scienze, e il proffe j’ha detto che “l’uomo discende dalla scimmia”. Vabbè. Oh, ‘un voi che questi, a’ terza ora, ce stava er proffe de matematica: j’ha spiegato ‘a proprietà transitiva… Insomma, questi so’ annati a casa a di’ che “Dio è un scimmia!”.. E un je potevi dì manco gnente!

Pe’ torna’ agli assiomi, famoso è quello de’ rette parallele che ‘un si incontrano mai. Specie se frequentano comitive diverse, so litigate, ‘un se cagano proprio, come du tipe che una ja rubato er fidanzato all’artra. È un tajo pure er “Quinto postulato de Euclide”, che te dice che “per un punto passa una ed una sola parallela ad una retta data”. Che me sembra giusto, pecchè sì na retta va co’ più punti, me pare che è na tipa poco retta, ‘nsomma, ‘na mezza storta.. come se dice: “Salutame ‘a storta di tu’ sorella!”. Ma pure er teorema di Pitagora io ‘o semplificherei così: “Ir quadrato costruito sull’ipotenusa è abusivo”. Basta. Si, perché chi è quer fracicone de geometra ar catasto che fa er piano regolatore e te dà ‘a licenza de costrui’ su l’ipotenusa? Dice “’Ndo te vuoi costruì casa?” “Su ipotenusa!” “Ma perché? A parte che l’ipotenusa sta in pendenza, è storta come tu’ sorella, è un maciello… costruisci armeno sur cateto, ch’è dritto!”. Gnente!

N’artra cosa che se po’ spiega coi principi d’a patonza è il 2° principio d’a termodinamica, che ha a che fa’ co ‘a faccenda dell’entropia. Spetta, un te ‘mpressiona’: è facile. Te dice più o meno che gli eventi termodinamici, tipo ‘e trasformazioni che sso’ causate dar passaggio de calore tra li corpi, so’ irreversibili. Nun se po’ torna’ ‘a situazione de partenza. Tipo che se io c’ho n’acquario, e me lo riscaldo, me viene fuori ‘na zuppa de pesce. Se però io di nuovo raffredo la zuppa de pesce, mica c’ho n’arta vorta l’acquario.. e no belli! ‘Sto fatto che ‘un se po’ tornare indietro ma fa’ pensa’ che è la stessa cosa d‘a perdita della verginità. Cioè immaginate na tipa, tutta santerellina ar Liceo, de quelle proprio che per lei er cazzo è solo n’intercalare, proprio gnente. Poi va a all’università, fa chesso’ l’Erasmus in Spagna e me se ‘nzoccolisce, come tutte quelle che ce vanno. ‘Nsomma: entro pia, esco troia.

Er principio de Archimede? Dice che si io me butto e sto dentro mare fino a’ capoccia, sposto più o meno 70 litri de acqua de mare, allora ‘vor di’ che io ricevo na spinta verso l’arto de più o meno 70 chili.. è come se c’è uno che sta sotto che me spigne.. (che io a ‘inizio me pensavo che era proprio Archimede che de sotto me spigneva!). Ma poi succede che vai ca ‘a tipa a Fregene, e te stendi ar sole e te la scherzi, e tu je dici de metterse ‘a crema contro i raggi UVA, e lei te dice “Ma che so’ sti raggi UVA? Quelli pe fa’ er vino Infrarosso?” E poi mentre che stai lì che te spupazzi la tipa ner mare, e tu succede quello che è successo ‘a tipa mia, che è passato sto cornuto e sott’acqua ja messo a mano sur culo, e io te dico che quel pezzente de mmerda poi ha ricevuto ‘na spinta de na pizza dei cinque diti mia a su ‘a capoccia ch’è stato uguale alla forza pe’ fallo atterra’ a Ostia.

E come diceva Einstein, e nun le fa ste cose, “si nun c’hai er fisico”.

(Scritto con la tamarra partecipazione di Carlo Turati)

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