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La torre nera

di Michele R. Serra
| News | Cinema e Tv | Da vedere | 0 commenti

Western + Fantasy + Stephen King?

Nikolaj Arcel

La torre nera

Sony Pictures

Fermatevi solo per un attimo a pensare a quello che sarebbe potuto essere un film dedicato alla saga della Torre Nera di Stephen King.

Pensate che si tratta di sette romanzi, per un totale di quasi cinquemila pagine. Di una storia iniziata quando King era solo un giovane scrittore ebbro della sua prima fama (aveva appena venduto milioni di copie di Carrie e di Shining), e continuata per i trent’anni successivi, diventando quasi una specie di metaromanzo su Stephen King, perché dentro La torre nera ci sono un sacco di riferimenti agli altri libri dell’autore originario del Maine.

Pensate che La torre nera unisce tanti generi: c’è l’horror naturalmente, ma anche il western e il fantasy.

Pensate a cosa si sarebbe potuto fare con i budget del cinema hollywoodiano di oggi, con gli effetti speciali digitali del 2017.

E poi mettetevi il cuore in pace, perché in questo adattamento della Torre Nera non troverete niente di davvero esaltante, perché il film è medio, generico, un passatempo. Che non vuol dire niente di male, è solo che ci aspettavamo qualcosa di più, ecco.

L’idea iniziale di Stephen King per La torre nera era un mega-remix. Cioè, mettere insieme personaggi da western con Il signore degli anelli, qualcosa del genere. Fatto. Però la differenza tra i libri e il film è che, tutti questi elementi, si sente che Stephen King li ama. Dal film invece questo amore non traspare. È una cosa fatta anche bene se volete, ma senz’anima.

E dunque La torre nera è un film destinato a essere odiato più di quanto meriti. Perché alla fine ha un cast interessante, con Idris Elba e Matthew McConaughey, e un regista che sa fare il suo mestiere. Però ha un non piccolo problema: la maggior parte delle scene che contiene le abbiamo già viste in qualche altro film degli ultimi dieci anni. Che poi, per carità, è un problema generale di Hollywood in questo ultimo periodo, la ripetitività delle trame, delle sceneggiature, dell’estetica. Pensateci, quanti portali interdimensionali abbiamo visto, negli ultimi anni? A me piacciono i portali interdimensionali, intendiamoci. Però insomma, dopo gli ultimi 25 non è più come la prima volta.

Ridurre cinquemila pagine di romanzi a un’oretta e mezza di film non è facile, intendiamoci. E infatti i produttori della Torre Nera hanno deciso che sarebbe stato un adattamento un po’ alla bell’e meglio.

Quindi è inutile che stare qui a raccontare quanto poco sia fedele ai libri. L’unica vera differenza è proprio quella che dicevamo prima: Stephen King scriveva scopiazzando qua e là, magari, ma considerava tutte le sue fonti di ispirazione cose fighissime. Nei suoi libri - al di là di ogni valutazione sulla qualità letteraria - c'era vera passione. Il regista Njkolai Arcel invece sembra più preoccupato di giungere al punto di arrivo. Ma così non ci godiamo più il viaggio. Neanche se dal finestrino intravediamo cowboy da un’altra dimensione, maghi folli e adolescenti psicocinetici.

fantasy
Hollywood
Stephen King

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