Viaggiare, andare, partire, tornare, restare, ma sempre viaggiare. Sulla strada, con la mente, senza limiti di tempo. Giulia Ricciardi, romana de core e di testa, comica emergente con grande verve e fantasia, dopo anni di gavetta teatrale e di palco, ha debuttato quest'anno a Zelig Off. In esclusiva per gli amici della Smemoranda on line ha scritto un testo dedicato ad un viaggio, molto particolare. Buona lettura e buon viaggio, dunque.
Un viaggio del cuore… Dei sensi… Dell'anima!
di Giulia Ricciardi
Quando la passione mi travolge farei qualsiasi cosa. E così è stato. Un Roma-Firenze da brivido, solo per vederlo. Una bugia al resto del mondo e via sul treno dell’incoscienza. Sono solo 2 ore di viaggio eppure non passano mai! Nei tre giorni precedenti mi sono sottoposta a devastanti torture estetiche: la ceretta all’inguine, secondo me, è una trovata nazista! Ma per lui, in questo momento, farei qualsiasi cosa! Il primo quarto d’ora è stato un tripudio di sensi di colpa … poi solo la voglia di vederlo e l’ansia del primo incontro. Occhio! Quando credi di essere arrivata veramente a 40 anni, ti stai solo illudendo: i 15 sono sempre in agguato.“ Si avvertono i signori viaggiatori che stiamo per entrare nella stazione di Firenze. Si prega di non dimenticare il proprio bagaglio e il proprio giornale sul treno!” Il giornale non lo dimentico: lo lascio lì’ volutamente. Tanto l’ho letto! Il bagaglio? Non ce l’ho! Ho solo poche ore per sognare … la fata smemorina mi ha dato un orario per il rientro. C’è la mia vita di sempre ad aspettarmi a Roma e devo essere puntuale. Scendo dal treno e prendo un taxi. Prima c’è un incontro di lavoro … uffa! Ma quanto parla questa? Si l’ho capito il personaggio: lei, stanca della solita routine matrimoniale, conosce un tipo … non sai quanto è nelle mie corde. Finito? Brava! Altro taxi. Arrivo sul luogo del delitto …. Fibrillo … sudo … mi lavo … risudo … mi siedo. Accendo una sigaretta e lui telefona. Mi ustiono il labbro inferiore e rispondo: “ sono qui. … Entra al numero 38 … al nono piano … ok!”.
Apro la porta. Dio mio … la potenza del Creatore in un unico essere! Sto per cadere, mi tremano le gambe. Ci pensa lui a sorreggermi. Mi tiene stretta. Sospetto che voglia divorarmi. Benissimo, diamo inizio alle danze. Stiamo solo giocando? Stiamo solo giocando! So che mi farai male … dopo. So che tu stai solo giocando. Ma oggi ho 15 anni. Ho tutta la vita davanti per riprendermi! … Sigaretta! Peccato, siamo già al dopo! … Davvero sono già tre ore che siamo qui? Come passa il tempo.
Beh … posso sapere qualcosa di te? Tu di me sai praticamente tutto! Te ne devi andare? Perché? Ma dai! Resta ancora un po’! … Ok. … come non detto. Ci sentiamo! Qual è il numero di taxi di questa città ? Alla stazione per favore. Pensoatepensoatepensoanoi. Ops … scusa … non c’è un noi. “Pronto? … Amore? … Mamma sta tornando. Tra mezz’ora sono a casa!” Apro l’agenda: domani? … Estetista? Eh no. Basta! Abbiamo già dato! E, non so se te ne sei accorto, ho dato molto!



