'O famo strano?
Sì, facciamolo atipico questo sporco lavoro, che sennò diventa il solito tran-tran. E poi è più moderno, più flessibile.
Ogni favola è atipica, tipo uno che comincia come cantante sulle navi da crociera e diventa miliardario, o un altro che inizia come barelliere e finisce come mega-imprenditore nella sanità . E si comprano pure televisioni e giornali come questi e tanti altri.
Il bello è che ti pare che si guadagna poco, però in questo gioco c'è un sacco di gente che si arricchisce atipicamente e c'ha gli scatti, ma mica nervosi, gli scatti di carriera e guadagna 500 volte più dell'operaio e certe volte c'ha pure un concetto di legalità atipico e apre conti correnti atipici all'estero.
Anche il numero dei disoccupati, circa 6 milioni, è atipico.
I disoccupati che restano, quelli che non fanno alzare il numero, sono atipici pure loro. Manco lo cercano, il lavoro, lo snobbano.
Che mica è sbagliato come ragionamento.
Se uno è già un disoccupato atipico perché dovrebbe perdere a diventare un lavoratore atipico? Questa è una società che uno non vince se non è atipico, il fattore lavoro è secondario. Ma voi l'avete mai vista una star del cinema, del rock o un ministro dell'interno che sia una persona normale? Mai!
Ormai i giovani sono istruiti, sono scolarizzati e certe cose le sanno bene.
I ragazzi studiano anni, decenni, a volte diventano nonni col libro sotto il mento e non hanno versato una lira di contributi. E' chiaro che poi uno pensa che l'unica cosa di fisso che c'è nella vita è la scuola. Il lavoro no. Perché è in crisi, come la famiglia.
Epperò ai giovani è la famiglia che fa trovare il lavoro. Quando la famiglia cerca, il figliolo trova. E pazienza per chi cerca e non trova. Si andasse a cercare una famiglia tipica che quella è l'unica cosa che non passa mai di moda. Uno rischia pure di essere licenziato dal coro della parrocchia se non c'ha un'idea tipica di famiglia.
Estratto da M - Periodico di Filosofia da ridere e Politica da piangere n.11 del 26/11/2007

