Agli elettori.
Miei cari confratelli,
finalmente, finalmente. FI-NAL-MEN-TE. E' nato.
L'anagrafe reca la data del 14 ottobre 2007, eppure la Penisola era pregna da ben dodici anni, dodici anni di lotte, di conflitti, di dissidi, di dissensi, di governi caduti, di opposizioni, di divisioni interne (che, ahimé, sono sempre le più dolorose, parola di cuore di mamma), di poltrone, di pianisti, di sberleffi, di fantasmi, di fantocci, di sondaggi, di adunate e di conteggi. Ma adesso ci siamo.
Anche se ai più schizzinosi potrà sembrare un ossimoro, vi assicuro col mio tono da prete che questo sarà un "nuovo partito"; anche se ai più scettici potrà sembrare una supercazzola, giurin-giurello che questo sarà "un grande partito contro l'antipolitca", qualunque cosa significhi.
Un Partito per Tutti.
A questo punto vorrei rendere il doveroso omaggio ai vincitori ex aequo della consultazione: Walter Veltroni e Michela Vittoria Brambilla. Saranno loro a guidare il neonato Circolo Libertario del Partito Democratico, nonostante gli ottimi risultati ottenuti dagli outsider ad hoc: Bondi, che non si che cosa sia; e Mario Adinolfi, che non si sa chi sia.
La neonata creatura mitologica, il Circolo Libertario del Partito Democratico (o Circolazione Democratica della Libertà Partitica), incrocio tra chimera e minotauro, androgino asessuato, mette d'accordo tutti:
sceglie il giallo come colore istituzionale, strizzando l'occhio ai cinesi che sono pur sempre tanti;
crea ampie possibilità di perdita della maggioranza al Senato, abbattendo le frontiere del trasformismo;
insinua dubbi di brogli elettorali sui plebisciti sindacali;
e più d'ogni altra cosa, è un evento di portata storica per l'Italia.
A cui va, come sempre, il mio viva! Viva! Viva!
Romano Prodi

