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18/03/2008
Adrenalina 2: Intervista ai Finley!!
Ka, chitarrista dei Finley, ci racconta presente e futuro della band più amata dai teenager

di Michele Rumor

Classifiche alla mano, l'hard pop dei Finley continua a sbancare il mercato discografico italiano. Dovevano vincere pure a Sanremo, sull'onda del mare di preferenze ricevute dal pubblico televisivo: la giuria "di qualità" li ha invece retrocessi al quinto posto. I Finley ovviamente se ne sono fregati, e si sono rimessi al lavoro insieme al loro padrino musicale, Claudio Cecchetto. Le cose da fare sono tante, per promuovere il nuovo album e preparare un tour che prenderà il via a maggio. Per maggiori informazioni sulle date, tenete d'occhio il sito www.finley.it.

In attesa dei concerti, noi di Smemoranda abbiamo fatto due chiacchiere con il chitarrista Ka:

Il vostro ultimo disco Adrenalina 2, uscito il 29 febbraio scorso, è al quarto posto in classifica: mica male... ma i Pooh vendono più di voi! È un po' duro da digerire, no?
(Ride) Eh, mi sa che dobbiamo farne di strada, prima di arrivare a quelle cifre. Per loro vendere così tanto è il minimo premio alla carriera: alla fine è quarant'anni, se non di più, che sono in giro, quindi è giusto così.

Il risultato di Adrenalina 2 è comunque ottimo, considerato anche che ci sono dentro solo tre canzoni inedite, mentre le altre tracce contengono versioni in inglese di alcuni vostri pezzi storici. Come mai questa scelta?
Diciamo che abbiamo soddisfatto le richieste dei fan, che da sempre volevano le versioni in inglese dei nostri pezzi.

I vostri testi, di solito, nascono in inglese o in italiano?
Allora, una volta partivamo quasi sempre dall'inglese. Poi, abbiamo iniziato a sentire molta più musica italiana, in particolare negli ultimi tempi. Così, è naturale che oggi i nostri pezzi si evolvano soprattutto nella direzione opposta.

Non è che volete iniziare a cantare in inglese anche davanti agli italiani? Recentemente alcuni gruppi più "maturi" di voi – ad esempio gli Afterhours – hanno tentato di farlo, ma l'operazione ha provocato una reazione molto negativa da parte dei fan.
Secondo me, l'inglese è visto dal pubblico italiano più come una lingua usata per l'intrattenimento, adatta a canzoni radiofoniche. Anche se si tratta di un'idea sbagliata, questa è la realtà dei fatti. Quindi, se hai contenuti forti e punti molto sul messaggio del testo – come fanno proprio gli Afterhours – cantare in inglese spesso finisce per disorientare chi ascolta. Noi siamo un po' più "leggeri", quindi forse l'operazione è meno rischiosa. Ma anche noi cerchiamo di far passare una serie di messaggi attraverso le nostre canzoni: se no, a cosa serve la musica?

Visto che siamo in argomento: a parte amori & scazzi vari, mi sembra che un tema ricorrente nei vostri testi sia quello dell'omologazione, forse il problema più sentito dagli adolescenti. Cioè voler fare parte di un gruppo, ma allo stesso tempo distinguersi dagli altri...
Noi ci siamo resi conto, sperimentandolo sulla nostra pelle, di quante cose vadano ad influire sulla crescita dei ragazzi: siamo noi stessi i primi tester delle nostre canzoni. E siamo perfettamente consapevoli del ruolo giocato dai mass media, soprattutto dalla televisione, sulla formazione della personalità. Pensiamo che i giovani dovrebbero farsi un'idea personale e autonoma del mondo, cercando di non farsi influenzare troppo dalla televisione.
Poi, cerchiamo di dire ai ragazzi di stare in guardia, perché nella vita si incontra un sacco di gente pronta a fare promesse da marinaio, ingannare, fare lo sgambetto. Anche nel mondo della musica è così. Ecco, direi che Diventerai una star parlava proprio di questo.

Torniamo al disco nuovo: Adrenalina 2 è il più venduto fra quelli legati al festival di Sanremo. Adesso che è passato un po' di tempo, ne possiamo parlare a mente fredda: per voi che avete vent'anni, lo slogan "perché Sanremo è Sanremo" ha ancora un qualche significato?
Secondo noi, nonostante il fatto che ogni anno si dica che si vuole "svecchiare" la formula, dare spazio ai giovani e roba del genere, poi il festival rimane sempre lo stesso. Noi ne abbiamo un po' approfittato per presentarci a un pubblico più ampio del solito, e fare un po' di promozione in vista del nuovo tour, a cui teniamo molto: per noi, la dimensione live è molto importante.

Fa più paura trovarsi sul palco di festival internazionali come il Rock am ring in Germania o il Wireless in Inghilterra, o essere costretti a parlare per trenta secondi con Pippo Baudo?
No, Pippo non fa paura: l'ansia da festival è quella di dover dare il meglio in tre minuti, un tempo ristretto in cui non c'è spazio per l'errore.

Ancora a proposito di Sanremo, un paio di settimane fa è uscita un' intervista a Fabri Fibra su Vanity Fair, in cui ha espresso giudizi non teneri sulla band. Insomma, la lista di quelli che vi odiano rischia di diventare lunga.
Guarda, a me diverte molto l'idea di dare fastidio alla gente. Poi quando uno viene a fare certe affermazioni, probabilmente è perché non è riuscito a fare quello che vuole, mentre noi ce l'abbiamo fatta. Il fatto di essere già così visibili pur essendo ancora agli inizi, ci mette in una posizione veramente scomoda: la gente ci odia oppure ci ama. E chi ci ama ci segue anche in bagno...

Non sembra una battuta.
No, assolutamente, è vero. E allo stesso modo chi ci odia, se potesse investirci con la macchina, lo farebbe.

Per un rapper che vi odia, ce n'è un altro che ha calcato i palchi con voi: Mondo Marcio. Cosa ne pensi del crossover rock-rap? Ti sembra possibile ripetere in Italia la stagione fortunata che hanno avuto qualche anno fa Limp Bizkit, Linkin' Park e compagnia?
A noi l'idea piace molto... potremmo fare una canzone pure con Fibra. Secondo me lui accetterebbe volentieri di cantare con noi, perché poi quando ci si conosce di persona, le cose sono sempre diverse da come appaiono sui giornali.

Allora, questo è il secondo anno che scrivete per Smemoranda. Ma i Finley ne sono anche "consumatori"?
Assolutamente sì. Abbiamo anche cercato di scrivere i nostri articoli in modo che fossero divertenti come quelli che leggevamo noi a scuola!

Com'è adesso, trovarsi dall'altra parte della pagina?
Per noi è un traguardo pazzesco, senza scherzi. Mi vengono in mente le ore passate in classe a leggere gli articoli e tutte le varie stronzate (ride)... Essere parte di una cosa che può salvare i ragazzi dalla noia di una lezione è motivo di grande orgoglio.

Vi piacciono il cabaret e i comici? Qualcuno in particolare?
Certo... Per noi, Aldo, Giovanni & Giacomo sono intoccabili, insieme ovviamente a Bisio.

Domanda finale, tipo ricerca di mercato: quante Smemorande ti è capitato di autografare, nel corso degli ultimi tre anni?
Veramente tante. Solo oggi pomeriggio ne ho autografate una decina, è un classico. Certo, io alla fine sono più contento – egoista, lo so! – quando mi portano da firmare il cd...

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