Alle 9 del mattino sono in Piazza Cairoli, Milano. Credo di non aver mai visto Piazza Cairoli alle 9 del mattino!
Vado in metropolitana, perché alla manifestazione ci si va con un mezzo proletario e la piazza si osserva dall’interno e non ho altro mezzo di trasporto. Arriva il mio treno e mentre avanza pulsa e batte come una cassa in discoteca. Spiaccicati e stipati nei vagoni non i soliti colletti bianchi che si vedono solo nei giorni feriali alle 8 del mattino e alle 18 di sera, ma tante felpe a righe, brufoli, cappellini, capelli accuratamente sporchi, jeans, zainetti, all star, codini, creste, matite nere sotto gli occhi e solo un megafono. È lui che fomenta e protesta e dà voce al suo gruppo, è il rappresentante di non so quale scuola, è il capo, è il fico e sfoggia archetipi, non vestiti: la kefia nera, l’eskimo-innocente, e sotto la giacca di velluto da esistenzialista (il nuovo gruppo indie). Tutti alla fermata Duomo. Io non ho un gruppo, non ho una classe, non ho una gang, insomma sono sola solissima allora decido che il mio piano d’azione sarà : farmi trascinare dalla folla mantenendo sempre occhio critico. Non ci riesco. Riemergo dagli abissi di Milano e vengo accolta da un folto gruppo dell’Accademia di Brera, tutto colorato e per niente facinoroso, l’occhio critico si appanna e li guardo con entusiasmo, incondizionata stima e affetto da zia. Così compatti, uniti e per niente facinorosi per me hanno già accumulato 10 punti.
Tutti a piedi verso Piazza Cairoli, dove sorgono i primi dubbi da giovane ragazza attempata dentro, che l’ultima volta che ha manifestato con la sua classe e lo zainetto sulle spalle era il 1994, sempre contro lo stesso Presidente del Consiglio: come cacchio facevamo noi a protestare in modo collettivo senza il cellulare? Ti dai appuntamento davanti al mc donald che è in ogni piazza d’Italia ma solo alla quarantesima telefonata capisci che il tuo amico è sì davanti all’ingresso del mc donald, ma a roma. Non vi incontrerete mai più nella vita, anche perchè da questo momento in poi i cellulari non prendono più e allora hai l’illusione che siamo in centomilamilionissimi di persone e riusciamo a fare scudo anche alle onde elettromagnetiche. Sale l’euforia.
Rinuncio all’idea di unirmi alla prode fotografa Linda e mi butto tra i ragazzi, curiosa, complice e con uno stupido sorrisetto che devo strapparmi dalla faccia. Loro cantano, ballano, tanti sorridono, protestano, ma per onor di cronaca devo scovare i violenti facinorosi comunisti cattivoni. Non ne becco uno. Non vedo spranghe, moltov o sedie che volano e tra quei ragazzi ricoperti di scritte e pieni di rabbia non avverto la voglia di bigiare.
Primo dubbio: ma se hai voglia di bigiare non vai in manifestazione alle 9 del mattino sotto la pioggia. Io andavo nella sala biliardo con i maschi.
Secondo dubbio: esistono ancora le sale biliardo? Questa è un’altra storia però.
Altro piano d’azione: cominciare a raccogliere tutti i volantini che mi passano sotto il naso. L’informazione imparziale è doverosa! Il primo gruppo che fermo è di ragazzi del comitato leninista studentesco. Per consegnarmi il volantino mi chiedono nome, cognome, mail e numero di telefono. Glieli do e in cambio gli chiedo la loro mail e loro “NO!†e io “MA NON MI SEMBRA DEMOCRATICO†e loro “ECCHISSENEFREGA; è COSìâ€. Prima lezione: in manifestazione semo tutti amici e compagni, il comitato leninista studentesco però non lo capisco!
Terzo piano d’azione: raccogliere più indirizzi email possibili, affinché la comunicazione sia moderna e il social network in movimento e le informazioni veicolate e fruite in modo veloce, tecnologico, democratico. Il mezzo è il messaggio pare non lo abbia detto Berlusconi dai suoi canali privati, quindi sarà un po’ vero.
Seconda lezione: i ragazzi sono tutti disponibili e curiosi e vogliosi se con loro sei gentile, curiosa e disponibile e aperta. Ho fatto la controprova: ho approcciato ad un rastone con atteggiamento da stronzetta saccente, mi ha risposto da rastone burbero e mi ha detto che lui non ha internet! Tanto lo ribecco su Facebook e gli chiedo l’amicizia in modo gentile.
Ho riempito la Smemo di indirizzi di ragazzi pronti a confrontarsi e a mandarci le loro cronache.
DUBBIO: ma perché gli indirizzi mail sono tutti dei nomi incomprensibili pieni di K e H? E al 90% tutti hotmail?
CERTEZZA: se non capisci la lingua dei ragazzi è perché sei fermo a mario.rossi@libero.it. Colpa tua.
Comincia a piovere a dirotto e dopo l’indignazione perché sei convinta che il governo ladro ha bloccato tutti i telefonini per impedire la cospirazione di massa, ti giri perché sei convinta che abbia anche boicottato la manifestazione facendo piovere.
Però si realizza quella magia che avviene solo nei concerti o quando stai limonando, insomma in appassionate situazioni di partecipazione: piove piove ma l’acqua pare non bagni. Non ti importa nulla.
GUARDA LE IMMAGINI DELLA MANIFESTAZIONE
LE VIGNETTE DI MARASSI
I CONSIGLI DI ELFO

