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14/05/2009
Chitarre, pennini e biciclette: Il Giro d'Italia visto da Andrea Satta
L'Alligatore intervista Andrea Satta dei TĂŞtes de Bois, inviato speciale al Giro d'Italia di ciclismo.

di L'Alligatore

Il Giro d’Italia numero 100 ha un duo di commentatori d’eccezione, Andrea Satta dei Têtes de Bois e Sergio Staino, due uomini in fuga per il quotidiano “L’Unità”. Dietro a loro, su di un camper, il resto della banda ad inseguire (e magari dare quella spintarella che serve).
Un duo affiatato quello di Satta e Staino, visto il romanzo appena dato alle stampe dal primo con la colorata copertina del secondo: “I Riciclisti”, Ediciclo editore, garanzia di qualità e amore infinito per la bici.

Un gran bel romanzo, un sogno lungo un giorno, quello di un padre e di un giovane figlio, in attesa dell’arrivo dei campioni del pedale lungo i tornanti dello Stelvio e una radiocronaca tra mito e leggenda. Assieme a loro altri tifosi, colorati, ognuno diverso dall’altro, ognuno con la sua storia da raccontare e un vino diverso da bere. Storie surreali, malinconiche e poetiche come una canzone dei Têtes de Bois.
Al libro è allegato pure un cd, “Radio a pedali- 4 canzoni per pedalare” (tre inediti, di cui uno con il testo firmato da Gianni Mura) e in coda il mitico Martini a raccontare la sua love story per la bici.

Passione per la bici che non manca di certo ad Andrea Satta, che ad un certo punto del libro scrive: ”… La bici che ha la velocità giusta per assaggiare il giorno, per leggere con calma i profili e le figure. Non troppo bassa come quando vai a piedi, che le cose non diventano mai altre, e nemmeno come la macchina, che le cose invece si trasformano troppo rapidamente e ti rimangono poco impresse nella camera degli occhi. Le montagne azzurre in fondo alla strada che imbrocchi, una mattina poco fuori la città, diventeranno verdi, ma non istantaneamente.”
Da malato per la bici lo comprendo totalmente, così tanto che ho chiesto ad Andrea Satta una rapida intervista tramite posta elettronica tra la presentazione del libro, concerti, letture alla radio, bici... tappe di una vita piena. Queste le sue risposte.

Lo scorso anno hai seguito il Tour de France per “Il Manifesto”, quest’anno il Giro d’Italia per “L’Unità”. Cosa ti aspetti da questa nuova avventura?
Di divertirmi, appassionarmi conoscere un’Italia che non passa in tv e una che ci passa vista dal lato opposto, di ascoltare e di aspettare …

Alcune cose rimaste dal Tour le ritroviamo nel romanzo dato da poco alle stampe per la Ediciclo, “I Riciclisti”. L’idea è nata in quei giorni oppure è da tanto che ci pensavi?
Amo la bici da sempre e come negli incontri magici non puoi darti appuntamenti, certo il Tour è stato scatenante.

“I Riciclisti” è un libro, uno spettacolo teatrale, un disco con quattro canzoni, più la ghost track “La bicicletta di Martini”. Come sono nate queste canzoni? Ne usciranno altre in tema? Scaricabili da Internet?
Tutto è nato semplicemente: un viaggio che mi appartiene, un mondo che conosco nella solitudine della passione; altre canzoni (una al mese dopo l’estate) si potranno scaricare da Internet e alla fine del prossimo inverno ne metterai tante nel tuo i-Pod per pedalare con i Têtes de Bois …

Scrivere una canzone, scrivere un romanzo: differenze e analogie.
Traduzioni diverse di passioni comuni.

“I Riciclisti” potrebbe diventare anche un bel film? Davide Ferrario per me sarebbe perfetto alla regia …Che ne dici?
Sì, potrebbe diventarlo, forse… mi piacerebbe…
Si, potrebbe essere una grande idea.

Leggendo il libro si capisce che la tua passione per la bici è di lunga data. Vai spesso in giro con la bici? In città? Per fare scampagnate? …
Sì, la uso spesso la bici… da quando ho un piccoletto un po’ meno, ma ora che è meno piccoletto un po’ di più.

Le città italiane diventeranno mai a misura di bici? Conosci qualche esempio positivo? La tua per esempio…
Se la Fiat inizia a produrre bici sì, le città italiane diventeranno a misura di bici… Per ora, dove la bici ha una tradizione popolare, come in Veneto o in Emilia Romagna, la bici vince.
Vedi, a me vedere gente che va in bici mette allegria e vorrei che la gente fosse piĂą allegra!

Chi vincerà il Giro d’Italia? Chi arriverà ultimo? Perché non esiste più la maglia nera del giro, che era ambitissima da Malabrocca, come racconti in uno degli episodi più strani del libro?
Ivan Basso vincerà il Giro, è il più forte dopo Contador… La maglia nera non esiste più perché era una poesia scritta sull’acqua e quell’acqua non può tornare.

Progetti futuri?
Scendere in Val Badia dal Pordoi senza mani…

Auguri per l’impresa e un grazie ad Anna Maria Piccoli per la collaborazione.

PER ALTRE INFORMAZIONI SULLE IMPRESE DI ANDREA E DEI TETES DE BOIS
www.tetesdebois.it
www.myspace.com/tetesdebois
www.avantipop.it
PER IL LIBRO http://www.ediciclo.it/

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