L'ordinanza ministeriale sugli esami di Stato, che ha chiarito la questione dell'ammissione per i candidati interni, ha dimenticato di colmare una lacuna che dall'anno scorso consente ai privatisti (coloro che arrivano agli esami con una preparazione "fai da te") di accedere direttamente agli esami senza dovere superare l'ostacolo dell'ammissione. Una questione che potrebbe sembrare secondaria, ma che non lo è: perché gli studenti dell'ultimo anno della scuola superiore, che vengono fermati dai professori prima di arrivare agli esami, sono diverse migliaia.
Secondo Domenico Pantaleo, segretario generale del sindacato Flc Cgil, il trattamento iniquo a favore dei privatisti è "ancora più sostanzioso" proprio da quest'anno, visto che ai candidati interni viene richiesta la media del 6 per sostenere le tre prove scritte e il colloquio. Per gli esterni la strada che conduce agli esami è invece priva di ostacoli.
"Quest'anno - nota Pantaleo - con il vincolo della media del 6 per l'ammissione degli interni il vantaggio per questi esterni che non debbono sottostare a nessuna ammissione è fuori discussione".
Basta guardare qualche numero per rendersene conto. Nel 2008 i candidati alla maturità furono quasi 500 mila. Ma oltre 21 mila studenti vennero fermati prima di arrivare agli esami. Un dato che si avvicina di molto ai candidati esterni, vera manna per gli istituti privati dove un candidato su 10 è appunto esterno, che nel 2008 furono 24 mila in tutto. E se è vero che tre esterni su quattro riescono ad acciuffare il tanto agognato diploma, si comprende come l'assenza di un filtro per arrivare agli esami rappresenti un vantaggio per i privatisti.
(Testo tratto da Repubblica.it)

