Anche il giudizio dei prof di religione potrebbe essere presto trasformato in un voto vero, dall'1 al 10. L'intenzione del governo è stata confermata nella sostanza dal ministro Mariastella Gelmini: "Credo che l'ora di religione debba avere la stessa dignità delle altre materie, e credo anche che l'Italia non possa non riconoscere l'importanza della religione cattolica nella nostra storia e nella nostra tradizione". Secondo il ministro, va "garantita agli insegnanti della religione cattolica la stessa situazione, le stesse condizioni degli altri insegnanti".
Alla fattibilità dell'intera operazione starebbe lavorando da circa tre mesi una commissione voluta dal ministro. Sulla composizione della stessa vige il più stretto riserbo e le riunioni si sono finora svolte in gran segreto, ma si sa che il gruppo di lavoro è presieduto dal direttore generale per gli Ordinamenti, Mario Dutto. Il passo ulteriore è di pochi giorni fa: da viale Trastevere è partita la richiesta di parere di fattibilità al Consiglio di stato.
A cosa porterebbe una eventuale trasformazione del giudizio in voto numerico? Darebbe alla Religione pari dignità rispetto a tutte le altre discipline. Perché rientrerebbe nella media dei voti per l'attribuzione del credito scolastico alle superiori e contribuirebbe all'ammissione alla maturità così come agli esami di terza media. Il provvedimento sarebbe certamente accolto positivamente dai quasi 26mila insegnanti di Religione in servizio nelle scuole italiane perché avrebbe il significato di una promozione a tutti gli effetti.
(notizia tratta da Repubblica.it, articolo di Salvo Intravaia)

