Contributi
03/11/2009
Passato e futuro dei Gang
Marino Severini, leader dello storico gruppo rock marchigiano, racconta all'Alligatore la sua lunga storia musicale

di L'Alligatore

Con i Gang io sono cresciuto, direi in tutti i sensi e senza di loro forse ora sarei diverso. Di sicuro la nostra musica sarebbe diversa. Il primo loro album che ho preso (allora c’erano i dischi in vinile, che bellezza) s’intitolava “Redsâ€, cantavano ancora in inglese ed erano molto rock’n’roll. Un rock’n’roll italico però. I fratelli Severini infatti, pur guardando ai grandi classici della musica del diavolo (fino agli amati Clash), stavano già elaborando la via italiana al rock. Con il loro primo disco cantato in italiano, “Le radici e le aliâ€, quella via s’illuminò. Era il 1991, molte cose stavano cambiando e titoli come “Chico Mendesâ€, “La lotta continuaâ€, “Bandito senza tempo†“Ombre rosseâ€â€¦ facevano da perfetta colonna sonora.

Altre canzoni e altri dischi sono venuti dopo, sempre forti e coerenti con il loro credo ribelle, vera essenza del rock. Una coerenza che in parte gli è costata l’ostracismo dei mass media ufficiali, ma non la vicinanza del pubblico e la stima di altri colleghi, molti dei quali giovanissimi (incontro spesso i Gang come ospiti di nuovi musicanti al primo cd; questo è veramente da “grandiâ€).
Lo scorso anno è uscita una biografia emozionale presso l’editore Fernandel e quest’anno, con la label indipendente Latlantide, un doppio live curato con passione dal loro webmaster, “Dalla polvere al cieloâ€. L’ascolto spesso e volentieri, ritrovando ogni volta il gusto della prima volta. Mi piacerebbe sentire anche nuovi pezzi, come la massa dei loro fans da troppi anni in attesa. Forse, tra un impegno e l’altro, chissà…nella conversazione che ho avuto tramite posta elettronica con Marino Severini, ho scoperto che nel 2010 questo grande sogno potrebbe avverarsi. Questo e molto altro mi ha rivelato...

Mi piace sempre cominciare dall’inizio, cioè dal processo creativo dello scrivere: come nasce una vostra canzone?
Io penso che le canzoni esistono già, a prescindere da chi le scrive o canta…
Le porta il vento. “Non sono io, ma il vento che mi attraversa,“ scriveva D.H. Lawrence. Farsi attraversare dal Vento è un buon metodo, l’unico che conosco per scrivere delle canzoni.

Il modo di scrivere una canzone e le modalità di farlo sono cambiati nel corso degli anni? Penso alle tecnologie di oggi, venticinque anni fa manco le immaginavamo …
Se c’è una cosa che non influenza l’Arte in generale è proprio lo sviluppo delle tecnologie. Certamente queste ultime potranno modificare i linguaggi e gli strumenti per le comunicazioni di massa e da questo versante in piccola parte potrebbero influire sull’artisticità di un’opera o meno. Forse quello che tu domandi ha che fare con la riproduzione, la registrazione di una musica di una canzone. Allora è chiaro che l’era della diffusione delle nuove tecnologie di massa, perché a basso prezzo, influisce. Nel caso mio poco, ti dico la verità. Cerco di stare in mezzo al guado fra analogico e digitale facendo in modo che si compensino a vicenda.
Penso anche che le guerre spaziali sono finite e questo entusiasmo per le nuove tecnologie è destinato a spegnersi a breve.

Finalmente avete fatto “la raccoltaâ€, quel disco che le major volevano farvi fare a tutti i costi e voi no: “Dalla polvere al cieloâ€. Perché farla oggi? C’è qualche pezzo che avreste voluto mettere ma alla fine avete deciso di scartare?
“Dalla polvere al cielo “non è né vuole essere una raccolta. È un live, anzi un bootleg come l’ho sempre chiamato. Sono canzoni tratte da registrazioni di concerti che vanno dal 2000 al 2004. È stato Roberto Carlini, il nostro webmaster, che le ha messe insieme e ne ha fatto un cd doppio. Ha solo avuto la mia approvazione. E la copertina è di Luca Guerri. Poi Latlantide ha messo in commercio il cd e lo promuove. Manca per esempio “Bandito senza Tempo†che è la canzone- manifesto dei Gang, probabilmente non si è trovata una versione buona dal punto di vista della qualità di registrazione.

Avete in previsione altre vostre raccolte? Magari dei primi pezzi in inglese … oppure il prossimo sarà un cd con inediti?
Sì, in previsione c’è un cd in inglese, anche questo un live registrato mesi fa in occasione di una reunion dei Gang con la prima formazione, ad eccezione del bassista che è stato sostituito da quello dei Malavida. In quell’occasione abbiamo suonato solo pezzi tratti dai nostri primi cd cantati in inglese. Non so quando uscirà, spero a breve. In cantiere ci sono molti progetti. Alcuni in fase di realizzazione come “La Rossa Primaveraâ€, un cd che contiene 15 canzoni sulla Resistenza, rilette e reinterpretate. Da quelle degli anni della Resistenza passando poi per quelle incise da Guccini, Lolli, Stormy Six, De Andrè, De Gregori, Yo Yo Mundi, Priviero fino ad arrivare alle nostre... con un inedito.
Per il 2010 sicuramente ci sarà un disco di inediti. Dopo 10 anni penso sia giunta l’ora.

Un altro progetto nel quale siete impegnati è “Il paese della vergognaâ€. Scommetto che parla dell’Italia. Ho indovinato? Cosa vinco?
“Il Paese della Vergogna†è uno spettacolo tratto da un libro di Daniele Biacchessi dal titolo omonimo. Il paese in questione certo che sì … è l’Italia. Si ripercorre la storia di questo paese dalle stragi nazifasciste di Sant’Anna di Stazzema fino agli omicidi di Falcone e Borsellino. Daniele narra le storie e noi suoniamo e cantiamo delle canzoni che fanno da sipario al racconto. “Il Paese della Vergogna†è anche un cd doppio. Sarà disponibile nei negozi a breve, per ora è reperibile solo attraverso i nostri siti o ai nostri concerti.

Blog, myspace, facebook, tra un’ora chissà cosa ci sarà … che rapporto con Internet?
Non sono di questo mondo. Potrei dire delle stupidaggini in proposito. Non frequento amicizie del genere e non per snobbismo ma perché il mio tempo non me lo permette né il mio istinto, che solitamente è curioso. Di tutto ciò in genere, vedi la tua lista, posso solo sottolineare che Internet è la fine della Città, quindi della Civiltà così come per secoli l’Umanità l’ha intesa e considerata.
Cosa prenderà il posto di ciò, chi e cosa colmerà questo vuoto io non lo so…Quello però che mi stupisce è che in questo Paese non esista alcuna tradizione intellettuale che si dichiari contro la modernità e che ne analizzi i mali e informi circa l’altra faccia della luna. Questo significa che nessuno ripercorre le orme del grande profeta Pasolini e che la cultura della Minoranza è stata definitivamente sconfitta, forse senza alcuna battaglia o combattimento, il che è grave, molto grave per le sorti che ci aspettano.

Ogni tanto trovo il vostro nome in cd di giovani musicanti. Penso a Guido Foddis, a Massimiliano D’Ambrosio, ma vi ho ascoltati con tanti altri. Come nascono queste collaborazioni? Le prossime con chi saranno?
Sono circa 80 le collaborazioni su cd con altri artisti. Più quelle che riguardano l’aspetto live, dei concerti. Penso che questo dimostri, come i tanti progetti realizzati e in fase di realizzazione, che ormai Gang non è “una band ebbasta†ma un Laboratorio. Queste collaborazioni nascono soprattutto per un rapporto di amicizia, di stima reciproca, di voglia di crescere confrontandosi e con un senso culturale e profondo di appartenenza ad una comunità reale, ideale, che fa del suo lavoro musica, canzoni: una Grande Tribù!!!
Le prossime... ho cantato in una canzone dei Vad Vuc, ho scritto una presentazione per un capolavoro di Filippo Andreani degli Atarassia Grop; sia io che Sandro partecipiamo ad un nuovo cd dei Malavida… per la prossima settimana non so ancora come e con chi, ma ci sono i FEV, poi Hombre all’Ombra…una Canzone Infinita!

Lo scorso anno ho letto “Le radici e le ali – La storia dei Gangâ€, la vostra bio. In quarta di copertina leggo: “Se Bob Dylan dice di sentirsi un cowboy, per quel che mi riguarda posso dire che mi considero un pastore, e tutta l’esperienza con i Gang la considero un’eterna transumanza…â€. Dove state andando con le pecore?
Verso Cosmopoli!!!!!!

http://www.thegang.it e http://www.the-gang.it/
http://www.myspace.com/2006gang

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