Contributi
10/02/2011
Consigli di spionaggio globale: quando spiare è l’arte di saper beccare
I vantaggi del nuovo millennio

di Olga Mascolo

Il 2010-2011 ha rispolverato gli anni ‘50. La prossima primavera porterà in voga nuove passioni: il mondo operaio metropolitano.

Finché abbiamo tempo però, cioè, finché gli alberi non sono costellati di bocciuoli, possiamo ancora parlare di questa grande tendenza revival anni ’50.

Gli anni 50 si sono declinati, nel 2010, in due forme estetiche: al primo posto il mondo pubblicitario, portato alla luce dalla serie Mad men, fatto di Martini, sigarette, uomini forti e creativi, donne isteriche e tradite; il secondo filone è lo spionaggio alla 007. Anche James Bond beveva Martini, e le bond girl si mettevano rossetti al cianuro per semplificare il tutto.

Uno dei vantaggi dell’arte dello spionaggio, di questi tempi, è un rinnovamento dei mezzi con cui questa viene portata a fine: social network, Facebook, google, motori di ricerca delle persone (pipl.it). Tutto è diventato molto più facile, tutto è più arrivabile.

Quando spiare significa beccare

Poniamo caso che ci piaccia Jean Barbablù e che di lui non sappiamo niente di niente, se non che ha un bell’aspetto. Lo gugoliamo, lo feisbukiamo, e scopriamo che è un appassionato di Fellini in vhs, che ama bere la birra, che gioca a tennis. Ovvio che alla prima occasione di dialogo ce la caviamo così “Oh, scusa del ritardo, ma mentre giocavo a tennis mi è caduta una vhs della Dolce Vita in un barile di birra che porto sempre con me… allora per recuperare il film…”

Fatta. Diciamo che è fatta. Il vostro lui o lei vi chiederà: “Ah, giochi a tennis?” “Se vuoi ti posso duplicare io la videocassetta …”

Se la persona ha un blog, grasso che cola: si può osare con citazioni testuali, facendo però molta attenzione a non risultare ridicoli con interpretazioni extra contesto.

Come possiamo difenderci?

Uno dei modi per difendersi dalle intrusioni è posizionare dati falsi nei nostri vari profili: nato nel 87 invece che 74; sposato invece che fidanzato; libri preferiti falsi, nomi falsi ecc. Se si ha un blog, piazziamoci un “mi piace la pizza 4 stagioni” e se poi qualche furbetto ci dice “oh, conosco un posto in cui la 4 stagioni è fatta con carciofini romani sott’olio dop, prosciutto cotto Ferrarini, olive nere grecissime…”

“No ma a me la 4 stagioni fa schifo. Poi le olive greche… zero, mi piacciono le pugliesi”.

Queste, le indicazioni di massima. Poi, il poker insegna: non c’è gioco senza bluff.

Foto di Leda Marconi
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